“Wonder Woman: Amazons Attack!” #4-6 di Will Pfeifer


“Andiamo, sorelle! Continuiamo la guerra!”
“Sì, ma… mia regina… vostra figlia non è più in mano dei rapitori, sta bene”
“E’ vero”
“Allora perchè combattiamo?”
“UCCIDETE LA TRADITRICE!”

Lo so bene che questo argomento è piuttosto impopolare per la cultura italiana, ma ormai ho cominciato e tantovale finirlo. Nella puntata precedente siamo entrati nel tristemente noto fumetto “Wonder Woman: Amazons Attack!”. E, a parte le classiche mosse da editorial mandate, ossia qualcosa pubblicato apposta solo e unicamente per fare pubblicità e tirare soldi, non si è visto tanto.

La trama già presentava una sua inconsistenza in certi punti, ma, in fondo, l’artwork era buono, anche se ci sono state tante cose piuttosto grossolane, come una freccia che buca l’abitacolo di un jet per colpire alla gola una donna, morti gratuite e un intero stato in fiamme. Certo, gratuite e grossolane, ma niente di troppo serio da minare la credibilità di un fumetto, almeno non come le pareti della casa bianca dotate di esplosivi tra i mattoni. Ora tornate ad affilare le spade, affilare gli scudi e affilare gli aeroplani, stiamo per buttarci in…

“WONDER WOMAN: AMAZONS ATTACK!” #4-6

Nelle puntate precedenti:

Ippolita, impazzita di punto in bianco, arriva a Washington portandosi a spasso l’esercito con l’intento di muovere guerra contro gli Stati Uniti per ovviare al rapimento della figlia Diana, ossia Wonder Woman, tenuta prigioniera per estorcerle informazioni sulla tecnologia (che Batman ha stabilito che non hanno). Il presidente Buffalmacco, dopo essere scampato a un attentato mosso sia dalle Amazzoni che dai suoi architetti, va sull’air force one, dove rende attivo di nuovo il McCarran Act, vale a dire l’atto della Lista Rossa e si ritrova davanti Supergirl e Wonder Girl che gli chiedono di scendere. Superman va a salvare il Kansas (che è in fiamme per intero) e Batman chiede aiuto a Wonder Woman per recuperare un antidoto per un veleno iniettato in Nemesis da parte di api modificate dalle Amazzoni, “api… mio Dio…”, ma lei dice che deve confrontarsi con sua madre. E mentre succede tutto questo Donna Troy, dopo aver promesso di cercare Wonder Woman, sparisce dal fumetto dopo aver incontrato una figura nell’ombra nella piena prevedibilità di tutti i personaggi interessanti appena entrati in scena.

NUMERO 4

Le Lex News ci informano degli aggiornamenti e a rifare il riassunto delle puntate precedenti. Superman salva il Kansas, gruppi di donne che vengono portate via a causa dell’atto McCarran e Ippolita che concede una settimana agli Stati Uniti per arrendersi. La storia ricomincia con Ippolita che sta puntando una spada alla gola di Wonder Woman e… un attimo… fermi tutti…c’è qualcosa che non va…

A sinistra “La resa completa e incondizionata. Avete un giorno per decidere”
A destra quello che dice Ippolita “…resa completa e incondizionata… avete una settimana per decidere”

No, ma… stiamo scherzando? Will Pfeifer sta talmente male da non ricontrollare un errore di consistenza di questa portata? Ma nemmeno io quando facevo fumetti a caso ai tempi delle medie facevo queste porcate. Seriamente, un autore che commette un errore così io l’avrei licenziato su due piedi. Non è che il resto lo salvi, ma questa è proprio l’ultima goccia. Davvero, mi ha fatto lo stesso effetto di leggere “21 dicembre” in “Cronache del Mondo Emerso”. Se proprio dovevano forzare eventi cronologici per una settimana mi chiedo perché abbiano fatto dire ad Ippolita prima un giorno e poi una settimana. Magari ha letto gli indici di gradimento prima di smentire?

Ippolita sta per combattere contro Wonder Woman, ma Superman salva la nostra eroina e la porta via, nonostante lei si ribelli. E dopo questo salvataggio torniamo alle nostre due supereroine, Supergirl e Wonder Girl, che realizzano che dall’esterno di un aereo non possono essere sentite (bella mossa, ragazze), e ovviamente gli aerei di scorta si mettono in allerta (assolutamente imprevedibile una mossa del genere, eh?)

Uno dei piloti di scorta lancia un missile contro Wonder Girl, che ovviamente non muore anche se viene beccata in pieno. Wonder Girl si infuria e entra volando nella cabina del presidente sfondando lo scafo depressurizzando il tutto e mettendo a rischio l’aereo (e vai con l’intelligenza), ancora una volta intima di atterrare e che il presidente la segue da Ippolita per discutere la guerra faccia a faccia. Ricordate l’illuminazione di prima? Eccola. Mentre il pilota cerca un posto per atterrare ecco che una lancia perfora la cabina di pilotaggio e prende in pieno il pilota. Quando le frecce non sono abbastanza eh?

Non voglio discutere su quanto sia oscenamente ridicola per le leggi della fisica una cosa del genere, un gruppo di Amazzoni a cavallo di Pegasi stanno attaccando, facendo fuori ad asciate i caccia di scorta e distruggendo i motori a frecciate, costringendo Supergirl a far atterrare l’aereo in un bosco. A parte il fatto che questa cosa è priva di senso vi riassumo il piano di Wonder Girl e Supergirl:

  1. Intercettare l’Air Force one
  2. Parlare con il presidente dall’esterno dell’abitacolo senza usare radio o affini
  3. Sfondare la chiglia del velivolo mettendo a rischio chiunque dentro
  4. Tutto questo per portare il presidente Tizio a parlamentare con Ippolita, che è chiaramente pazza e assetata di sangue.

Abbiamo un piano geniale tra le mani! E intanto i supereroi fanno una rivelazione basandosi sulle indagini di Batman e Freccia Verde, ossia la scoperta di un gruppo esterno che agisce alle spalle delle Amazzoni, le Bana.

UN PO’ DI STORIA
Non è che c’è molto da dire, le Bana erano delle Amazzoni, ma che cominciarono ad adorare il pantheon Egizio. Dopo varie questioni di minoranza decisero di andarsene da Themiscyra per avere una terra loro ed essere libere di adorare chi volevano.

Riferimento ad Al-Qaeda? Ma non siate ridicoli!

E proprio una del gruppo degli Outsider, Grace Choi, viene assalita da delle Amazzoni e riceve la visita di una delle Bana, Karna, che le fa una proposta, ossia di unirsi a loro. Grace risponde prima conun calcio in faccia, poi accetta. Non penso che sia solo Ippolita quella impazzita.

Wonder Girl e Supergirl difendono il presidente dalle Amazzoni come possono, ma Superman arriva, fermando tutte e cercando di fare un discorso su cosa le Amazzoni siano diventate e che la guerra non è la soluzione. Onestamente? Questa parte è buona e ha senso, ma c’è un piccolo problema in questa scena: il discorso lo fa Superman!

Senza togliere nulla a lui, non ha senso che loro lo stiano a sentire, avrebbe avuto molto più senso, invece, se questo discorso lo facesse proprio Wonder Woman! A proposito, possibile che in tutti questi numeri lei sia apparsa solo in 10 e passa pagine, copertine comprese? Eppure la storia ha il suo nome sul titolo, almeno così è sull’edizione a copertina rigida.

Comunque tutto è bene quel che finisce bene e i soldati fanno fuori le amazzoni, salvando il presidente Inserirenomequi e fregandosene bellamente di quello che ha detto Sups. I nostri tre supereroi tornano a Washington D.C. e quando Ippolita pensa che gli Dei l’hanno abbandonata non solo ha come risposta una barriera che la ricopre sigillando Washington sopra e sotto, ma nell’ultimo riquadro si fa viva Circe, che si pensava morta al di fuori di questa serie. Mi chiedo… perché ucciderla fuori dal fumetto principale se deve tornare due o tre numeri dopo?

NUMERO 5

Salto le Lex News. Superman torna a Washington per dare una gran facciata contro la barriera che sigilla la capitale. Sinceramente mi piace immaginare la scena, di superman che vola a tutta velocità e sbatte poi su una barriera che… ora è visibile, ora è invisibile, ora non si sa, ma almeno potevano metterci un rumore alla Paperissima. Batman è dentro, Superman è fuori assieme agli altri eroi e Wonder Woman è ancra a Themiscyra a cercare l’antidoto (che prima, chissà perchè, non voleva andare a prendere) per Nemesis.

Batman muove un punto importante, ossia che, siccome l’ultimo assalto ancora non è arrivato, probabilmente la barriera non è opera delle Amazzoni. Grace Choi e Karna, intanto, condividono momenti in un Hummer, dove viene spiegato che le Bana sono state costrette dalle Amazzoni ad andare via nel deserto (falso) e hanno giurato vendetta per la loro cacciata (vabbè…). Ah e Grace Choi è una Bana. (dun dun dunnn). Grace Choi si unisce a loro perché, finalmente, ha una famiglia che l’attende, e fu così che Grace Choi perse la scarsa intelligenza in questa storia. Wonder Woman, non si sa come e perchè si teletrasporta accanto a Batman all’interno della barriera, addirittura chiedendo a Batman perché non è sorpreso di vederla, forse ha capito anche lui che qualsiasi logica è stata buttata nel water da pagina 13 del secondo numero. Batman realizza tre cose:

  1. Che lo scudo è magico
  2. Che lo scudo l’ha fatto Circe
  3. Che le donne in questo crossover sono tutte delle benemerite idiote calcolando la prossima immagine.

“Ma… lei è morta. Mia madre l’ha uccisa proprio davanti a me”

L’espressione di Batman è epocale.

Rifacciamo un conto:

  • Ippolita impazzita
  • Arthemis e Philyppus che non fanno un cavolo e stanno ferme a ragionare
  • Grace Choi che prima calcia e poi abbraccia Karna
  • Karna stessa che dice un mucchio di cavolate sbagliando decadi di continuità della D.C. Comics
  • Donna Troy che entra per parlare e sparisce e ciliegina sulla torta
  • Wonder Girl e Supergirl che architettano quel piano genialmente fallimentare
  • Wonder Woman che non riesce a fare nemmeno due più due.

Qui qualsiasi donna che abbia un nome è una deficiente.

Batman, invece di dare testate al muro e piangere per il nuovo limite inferiore raggiunto dal quoziente intellettivo femminile mostrato finora va direttamente via dicendo a Wonder Woman di portare l’antidoto a Nemesis perché lui deve occuparsi di altro, probabilmente scappare via dal fumetto finché ancora può farlo.

Mentre Grace si muove con le sue nuove compagne verso un nuovo mondo illuminato Superman la raggiunge dicendo che Karna ha mentito e di chiedere a Karna chi ha fatto tutti i macelli al di fuori di Washington, tra cui bruciare l’intero Kansas. E in risposta Karna punta il coltello alla gola di Grace, che si dimentica di essere quello che è, ossia una che ha una bella forza e può rigenerarsi, passando dall’altra parte della barriera assieme all’esercito delle Bana, con Superman impotente. E dall’altra parte della barriera Karna pugnala Grace, che ha anche dimenticato la sua rigenerazione e la sua forza

Karna e Ippolita, finalmente, si incontrano, sembrando anche sorprese di vedersi. Momenti imbarazzanti tra regine idiote di popoli idioti.

Davvero, sembrano le due amiche che sono state entrambe ex dello stesso ragazzo che si vedono casualmente per strada. E così le Bana si uniscono alle Amazzoni per la battaglia finale. E dal’alto di un campanile Circe veglia e rivela il suo piano di… di qualcosa, visto che non ho la minima idea di quello che lei vuole fare.

E mentre blatera con una Amazzone arriva Batman che abbatte la guardia con il taser e pronuncia una formula magica per neutralizzare la magia di Circe per un’ora , abbattendola con un pugno in faccia. Perchè tutta la magia di questo mondo non è nulla contro i cazzotti, a quanto pare. E dopo aver fatto la parte dell’ammiraglio Akbar dicendo che lo scudo è abbassato e che devono arrivare in massa, Ippolita… sta ancora ferma a fare il discorso di incitazione.

In men che non si dica arriva un lampo rosso che porta con sé la Justice League al completo. Circe si riprende dal pugno, dicendo che il suo piano è ancora in piedi, e che gli dei mi fulmino se io lo conosco. Grace si riprende togliendosi i pugnale, pensando a cosa scrivere sul suo blog strofe emo sul tradimento della sua nuova famiglia e sul fatto che non la vuole nessuno, e Wonder Woman la raggiunge e le indica la battaglia finale. E finalmente sta per concludersi la saga.

NUMERO 6

Fortunatamente non ci sono Lex News stavolta, semplicemente Ippolita completamente andata che cerca ancora Wonder Woman mietendo vittime e urlando. Anche gli eroi sembrano guardarla come chi guarda l’amico completamente ubriaco che fa delle figuracce una dietro l’altra.

“Lei dov’è?”

Wonder Woman abbatte Circe con un colpo di elsa della spada, ma prima di fare qualcosa arriva Ippolita, che nemmeno si chiede com’è che Circe sia ancora in piedi, ora è davvero completamente pazza. E comincia così a combattere contro Wonder Woman. Tanto per il gusto dei lettori ecco qui l’unica sequenza bella di “Wonder Woman: Amazons Attack!”

Merita anche solo per l’aereo lanciato in faccia a Wonder Woman.

Ippolita punta una spada alla gola della figlia, chiedendo se ha delle ultime parole. Wonder Woman le dice che adesso la magia di Circe non funziona e che ora è il momento di farsi indietro, pechè se Ippolita vuole la guerra allora deve ucciderla. E davanti a tutti Ippolita getta le armi. Ma prima dell’abbraccio finale ecco che Circe impazzisce più del solito, urlando vendetta contro gli Dei per averla condannata per il furto della figlia di Ares (che è anche sua figlia e altre cose). Ora abbiamo finalmente il motivo di tutto questo… ma il piano? come si sarebbe dovuto sviluppare? gli eserciti del mondo si sarebbero mossi a sterminare le Bana e le Amazzoni? Se era questo il piano voglio ricordare che i militari si sono fatti abbattere da archi e frecce come quaglie mentre le pareti degli edifici esplodevano per via delle spadate. Voleva fare in modo che Ippolita uccidesse Wonder Woman? Beh, non è riuscita nel suo intento. Per quanto ne so poteva anche fare tutto questo per avviare la vendita delle magliette con su scritto “Io sono sopravvissuto all’attacco delle Amazzoni” oppure usare la guerra per incendiare il Kansas, togliere la cenere, metterci su erba sintetica e farlo diventare il campo di calcetto più grande del mondo, tanto non sarà mai spiegato davvero.

Batman cerca di intervenire, ma si becca un fulmine viola addosso così come Wonder Woman. Prima che Circe possa uccidere Ippolita ecco letteralmente il Deus Ex Machina che cala dall’alto sotto forma di Athena. Ippolita chiede perdono, Circe la stuzzica dicendo che è stata tutta opera sua e che Athena, pur essendo una Dea, non ha fatto niente per impedirlo. Se c’è una cosa imparata da Ghostbusters è questa: non far arrabbiare un Dio. E infatti Circe finisce in cenere per mano di Athena.

Wonder Woman, però, pone l’indice su quel punto chiedendo una risposta. Athena dice che era un test che hanno fallito, visto che hanno ceduto all’odio, alla crudeltà e alla paura… insomma al lato oscuro della forza. Così Athena espelle dal regno degli Dei l’isola di Themiscyra, facendola sorgere dalle acque a 93 miglia dalla costa, dopodichè fa sparire tutte le Amazzoni che sono arrivate facendole finire lì.

E alla fine parte con il cazziatone finale/denuncia sociale alla guerra, puntando il dito prima su Supergirl che ha agito in maniera avventata rischiando di fare un macello… e ci sta… poi sul presidente che ha attaccato i diritti degli altri… e ci sta… e poi su Batman dicendo che si è preoccupato solo di strategia per come combattere invece di come non farlo… e questa è una grande idiozia. Se Athena ha davvero visto tutto dovrebbe aver capito che  Batman dall’inizio non ha portato avanti la guerra, ma la priorità era prima per il soccorso, poi per la fine della guerra. Sì, ha atterrato delle amazzoni senza ucciderle, come ha sempre fatto con chiunque, ma che doveva fare? Stare fermo a farsi prendere a frecciate? Magari con un bersaglio disegnato sul pipistrello che ha in petto?

Ma vabbè, la guerra è finita e devono ripulire tutto prima di un nuovo conflitto inevitabile. E il nostro fumetto finisce con Athena che guarda dall’alto quello che è successo, ossia le Amazzoni che si sono mescolate tra gli umani, ignorando la loro natura e credendo di essere umani e Wonder Woman che non può tornare alla sua casa all’isola Paradiso, cosa che invece ha fatto Ippolita da sola, una regnante senza sudditi. Prima, però, di pensare che questa storia sia finita ecco che l’immagine si allarga, mostrando i veri dei greci imprigionati che dicono ad Athena che ha rubato l’identità della vera Athena dopo averla lasciata, dandola per spacciata. E infatti lei non è la Dea Athena, ma in realtà è…Granny Goodness!

Eh sì, gli dei non c’entrano un cavolo, è stato tutto opera di Granny Goodness. Non scherzo, finisce davvero così… e la domanda è una: perchè Granny Goodness… elite di Darkseid e addestratrice delle Furie di Apokolips dovrebbe, in termini di semplice narrativa, interessarsi alle Amazzoni? Ed ecco la risposta…

E quindi… tutta questa serie di eventi… questo enorme mucchio insensato di eventi… questi cinque mesi di fumetti… e in generale questo poderoso spreco di carta ha visto la luce… solo per creare un tie-in… per la serie crossover più brutta mai creata nella storia della D.C. Comics!

QUESTO FUMETTO FA SCHIFO!

L’artwork si salva, ma la trama è orripilante, e il fatto che sia tutto per un tie-in alla serie più brutta mai fatta dalla D.C. Comics, ossia “Countdown”, rende tutto ancora più schifoso! Non ho sorvolato interi pezzi di trama apposta o per disattenzione, semplicemente tutto quello che è stato omesso in “Amazons Attack!” era davvero presente in altre storie. La cosa peggiore è che nell’edizione a copertina rigida continuano a non esserci, ci sono solo i sei numeri originali e delle menzioni testuali di quello che è successo nei tie-in annessi con tanti eventi probabilmente interessanti, come il primo confronto di Wonder Woman con Ippolita, l’uccisione presunta di Circe, il recupero dell’antidoto e altre indagini compiute da Batman oltre che al coinvolgimenti di altri supereroi. Per non parlare del capitolo senza senso della prigionia e della liberazione di Sarge Steel, completamente uscita dal nulla, molto alla “la trama dice così”. Non dovrebbe sorprendere, quindi, che gran parte delle persone che hanno comprato “Amazons Attack” abbia restituito alla D.C. le proprie copie comprate in un apice di rabbia, calcolando che questo è letteralmente un dito medio rivolto ai fan.

Grazie per l’attenzione e per il vostro appoggio, alla fine è anche questo che mi spinge a scrivere questi blog. E mi sembrava doveroso chiudere in bellezza prima di una distensione estiva. Certo, contiunerò a pubblicare, ma non rispetterò la cadenza settimanale. In compenso preparerò già da ora una scaletta e tornerò con un numero a sorpresa di EyeWaste. Non vi anticipo niente.


“Wonder Woman: Amazons Attack!” #1-3 di Will Pfeifer


“Farò in modo che il mondo rivaluti la saggezza e le nobiltà delle amazzoni… ora… dove sono le mie picche per le teste e le gabbie per metterci dentro i bambini nemici prima che li mangiamo?”

Molti personaggi dei fumetti sono rovinati dalla popolarità di qualche film o serie TV. Oltre a Batman, che fortunatamente si è ripreso dopo la serie di Adam West e la sua indimenticabile battuta “Allora portaci due Bat Hamburger e due Bat Frullati!”, Wonder Woman è un caso eclatante.

Apparsa per la prima volta nel 1941 Wonder Woman (al secolo Diana Prince) è nata come paladina non della giustizia o della legge, ma dell’umanità, poteri speciali superforza, agilità e volo, oltre all’accesso a alcuni poteri magici, a un lasso che fa in modo che chi è legato dica solo la verità e a due bracciali capaci di fermare i proiettili. La novità introdotta fu che il suo creatore, William Moulton Marston, voleva creare un supereroe che non arrivasse a vincere usando la forza bruta, ma piuttosto la comprensione e l’amore e quando propose l’idea a sua moglie lei gli disse “fà che sia una donna”.

Sarebbe stato degno nella cultura popolare e di dignità… se non fosse che nel 1975 è stata creata la serie TV omonima che si può riassumere così.  In quel momento c’è stato il passaggio nella cultura popolare da paladina con una storia e un retaggio complessi che vanno indietro fino al popolo delle amazzoni a tizia che si trasforma con una giravolta. Negli anni 80 e 90 ha guadagnato di credibilità di nuovo nei fumetti, anche se è sempre l’oggetto dei cliché come “le donne che non sanno guidare, mettere la benzina, usare un computer o una carta di credito”.  Una paladina per la parità dei sessi?Ora non più, o almeno non quando si ha a che fare con autori pessimi.

Nel 2006 fu pubblicato un evento crossover, ossia uno di quegli eventi che raccolgono contemporaneamente più testate di fumetti, tipicamente un evento del genere è sempre corrisposto a una trama molto grande e complessa. Peccato che dal 2000 in poi se ne sia stato fatto un abuso, anche se a volte funziona, come nel caso di “Sinestro Corps War” e “La notte più profonda”. Tuttavia questo fumetto ha suscitato l’ira dei lettori, tanto da fargli rispedire alla D.C. Comics i numeri comprati. Perciò preparatevi la divisa da camerierina e dimenticate le battutacce sulle donne, stiamo per buttarci in…

WONDER WOMAN: AMAZONS ATTACK #1-3

Una nota sulle copertine: sono a posto. Davvero. Sono fatte bene, non rappresentano scene generiche e sono fatte in modo da avere davvero a che fare con quello a cui si riferisce il numero, non sono certo da 10 e lode, ma superano abbondantemente la sufficienza. Certo, meglio che vedere cose insensate o mutande sbattute in faccia.

La storia comincia al Lincoln Memorial, un uomo sta per spiegare al figlio piccolo chi era Lincoln e cosa gli è successo al momento della morte (strani gusti… si vede che dopo gli spiegherà cosa è successo a Kennedy) e in quel momento dietro di loro c’è un’esplosione che fa spuntare dal nulla l’intero esercito delle Amazzoni con mostri e macchine da guerra. Forse hanno preso troppo sul serio il gioco Warhammer, chissà. Due ufficiali delle amazzoni uccidono gratuitamente padre e figlio. Primo numero, prime pagine e già una morte gratuita per cattivo gusto. E quando l’altra ufficiale chiede cosa meritavano ottiene come risposta “Erano uomini”. Cominciamo bene! Già abbiamo due matte e nemmeno ho cominciato. Promette davvero bene questo fumetto.

L’attacco delle Amazzoni a Washington comincia e prendono tutti alla sprovvista. Alla casa bianca parlano di attacchi terroristici, il presidente Vattelapesca (no, non viene nominato e la D.C. cambia presidente praticamente ogni settimana) sta venendo portato in salvo ma… le pareti della casa bianca esplodono, rivelando dietro le due amazzoni di prima. Scusatemi, ma chi è che ha progettato la casa bianca? Perchè siccome le due Amazzoni che arrivano nel buco aperto dall’esplosione sono armate di arco e spada (e quella con l’arco ha frecce normali), posso solo pensare che ci sono pareti esplosive in questo palazzo. Le guardie del corpo vengono ammazzate, ma giusto in tempo arriva Black Lightning a tramortirle con i fulmini e scortare va il presidente.

Intanto allo Smithsonian, Ippolita, regina delle Amazzoni e madre di Wonder Woman, ha stabilito il suo trono e si chiede che fine abbia fatto sua figlia, Circe fa un piccolo riassunto di alcuni numeri di Wonder Woman passati, ricordando che Wonder Woman è stata rapita dagli uomini così da estorcere i segreti delle Amazzoni e che Ippolita è stata resuscitata proprio da Circe. E mentre loro parlano ricevono la notizia che Wonder Woman non è nella cella e che la stanno cercando. Non chiedetemi dove è impegnata attualmente, ma di sicuro starà bene. Almeno così penso, visto che questo fumetto ha il suo nome nel titolo e ancora non si è fatta vedere. A questo punto la Ippolita di questo fumetto dimostra una cosa: è impazzita ed è assetata di sangue. Ovviamente il tutto nella maniera più casuale possibile.

“Forza, sorelle! Riprendiamoci ciò che è nostro!”

E Circe abbatte una guardia che le ricorda che ha una figlia. Eh sì, è lei la cattiva. Serve qualcosa in più nel caso non sia chiaro? Tipo una maglietta con su scritto “Sono una maga e tutto ciò che ho ottenuto è essere la cattiva di questo fumetto”?

Piccola digressione: Ippolita è la regina delle Amazzoni, forte e saggia, vederla impazzita così è qualcosa che fa venire in mente che magari William Pfeifer non si è assolutamente curato di dare una continuità a questo personaggio che, tra le altre cose, non è nemmeno terziario, ma è piuttosto importante. Onestamente non so cosa è più disarmante da vedere, se lei che urla decapitando la statua di Lincoln oppure vedere che anche il congresso è dotato di pareti esplosive. E intanto Wonder woman dove è?

Sarge Steel, capo del dipartimento degli affari metaumani contatta Batman, chiedendogli di dare una mano a combattere perché l’esercito non ce la può fare contro le Amazzoni. Ok, non so nei dettagli cosa hanno le Amazzoni, ma non penso che un carro armato M1 possa essere messo fuori uso da frecce e lance. Steel chiede l’intervento di Superman prima di andare nel suo ufficio, aprire un ripostigio… per mostrare il vero Sarge Steel legato e imbavagliato. E il primo numero finisce con Wonder Woman di fronte a Ippolita mentre dietro di loro c’è il caos, giustificando così il nome del fumetto.

NUMERO 2

Il numero comincia con un riassunto di quello che è successo tramite le Lex News, ossia che le Amazzoni stanno sfasciando tutto. E ci accorgiamo subito di una cosa: buona parte degli eventi centrali della trama di questo attacco delle Amazzoni non fanno parte dei sei numeri del crossover ufficiale, ma si devono comprare gli altri. Prima che mi saltiate al collo dico una cosa sola: non funziona così, gli altri albi danno riferimenti alla trama del crossover, sono dei riempitivi facoltativi, ma il crossover deve essere trattato nei numeri ufficiali che portano il titolo del crossover. Intanto una squadriglia di aerei sta sorvolando la zona di guerra, ma le comunicazioni si interrompono e una pilota si trova una freccia piantata nella gola. Sì… una freccia ha attraversato la calotta corazzata di un aereo da caccia mandandola in frantumi e colpendola alla gola. La pilota si eietta fuori per finire davanti alle amazzoni e venire uccisa con l’aereo in fiamme poco lontano. Prima che vi chiediate se la pazzia di Ippolobotomia si è propagata alle sue guerriere sappiate che anche le supereroine non sono da meno. Finchè ce l’hanno con gli uomini posso capire, ma cos’è? nemmeno prigionieri di guerra fanno? Finalmente arriva la Justice League. Le Amazzoni scappano lasciando il cadavere a terra, Black Canary mostra cosa ha ucciso la pilota e anche Freccia Rossa sembra molto perplesso sulla cosa. E se è perplesso uno dei protagonisti non è per niente un buon segno…

“Contro cosa diavolo siamo?”

Mentre tutti sono indecisi sul da farsi Batman comincia a placare gli animi rissosi, dicendo che la priorità è soccorrere, non attaccare. E mentre cominciano a rimettere a posto le cose Sarge Steel e il suo impostore stanno parl… aspetta. Come si è liberato Sarge Steel e perché il suo impostore è legato? Ah sì, c’è una nota che dice di comprare un altro fumetto. Abituatevici, sarà così, ci si dimenticherà di certe cose che verranno richiamate altrove, un po’ della serie “vuoi sapere cosa succede? PAGACI PER ALTRI FUMETTI CHE MAGARI NON TI INTERESSANO!”.

Ad ogni modo questo ci fa capire che la sequenza di Everyman che impersona Sarge Steele non ha senso se non per farci capire che gli ordini mandati facevano parte di un piano. Batman viene contattato da Nemesis, un altro che comanda nel Dipartimento, dandogli i dettagli delle azioni di guerra che si sono estese a tutti gli Stati Uniti, Batman dice loro che si occuperanno della cosa e chiude il collegamento. Non vorrei dire, ma perchè per forza devono chiamare Batman? E’ il loro operatore al Call Center?

Red Tornado e la Lanterna Verde Hal Jordan vanno in California, Superman e Batman restano lì, chiedendosi da che parte stia Wonder Woman. Più che altro mi chiederei proprio dove sia Wonder Woman. Da Ippolita arriva un’altra amazzone lasciandosi dietro delle guardie, Donna Troy (per chi non la conoscesse è la sorella di Wonder Woman, rapita alla nascita e che ha indossato i panni di Wonder Girl, Darkstar e per un po’ anche i panni di Wonder Woman). Donna va da Ippolita cercando di farla ragionare, ma lei non demorde e invece di combatterla… si gira e va via. Perchè? Cioè… ha fatto trenta, può fare trentuno cercando di farla ragionare a botte. Ma vabbè. Lei si gira, va via e fuori incontra una figura coperta dall’ombra, lei la riconosce e… finisce qui la storia di Donna Troy in questo fumetto. Davvero. Non la rivedremo più. Quasi ci si chiede che diamine ci sia andata a fare là o perché è stata tirata in mezzo.

Due delle ufficiali di Ippolita, Philyppus e Arthemis, le pongono il dilemma morale, dicendo che queste azioni non sono degne di loro e del loro retaggio, ma ovviamente Ippolita è pazza e non ragiona. Arthemis le spiega che questa sete di sangue è degna di Circe e che sono disturbate dalla sua influenza, Ippolita dice che nemmeno Circe era a posto… per questo l’ha uccisa, ovviamente in un altro fumetto. E ne hanno fatto anche un’edizione a copertina rigida di questi sei numeri ignorando il resto. Perché?!? Messa così era meglio se andavano a rubare i soldi dalle tasche dei lettori direttamente.

E mentre le Amazzoni attaccano in massa e Batman chiede aiuto al Dipartimento ecco che arriva Wonder Woman dal nulla. E durante l’attacco Superman va via quando Nemesis dà a Batman la notizia che l’intero stato del Kansas è in fiamme. Dorothy starà incazzata, ma… seriamente? Più di duecentomila chilometri quadrati in fiamme? Oltretutto posso capire che il Kansas vive maggiormente di agricoltura, ma dire che TUTTO il Kansas è in fiamme perché è fatto interamente da campi di granoturco mi sembra offensivo, come dire che a Napoli si fanno solo pizze, in giappone solo action figures, negli Stati Uniti solo Hamburgers e in Germania solo turisti maleducati. Mah…

NUMERO 3

Le Lex News ripartono mostrando quello che sapevamo già. Sia chiaro, da ora in poi le ignorerò. Superman salva i raccolti e va a salvare altre zone, ma dalla TV arrivano notizie su una follia crescente dei civili. Omicidi, rifugi di donne che vengono fatti saltare, traffico aereo paralizzato, sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme e prima delle mase isteriche Ippolita prende possesso delle trasmissioni. Il messaggio è uno: gli Stati Uniti hanno un giorno per arrendersi. Arhtemis e Philippus sono lacerate dai dubbi su cosa fare quando scoprono che il loro leader non è più adatta a comandare mentre Ippazzolita decapita il cameraman che l’ha ripresa. Sono ancora dubbiose? Il loro capo va in giro a tagliare teste a caso e continuano a dubitare della sua sanità mentale? Ma non è solo lei a vacillare con il cervello.

Il presidente Pincopallino se ne esce con qualcosa di più geniale, ossia ripristinare il McCarran Act, ossia la legge che negli anni 50 richiedeva la registrazione di qualsiasi movimento politico che stabiliva un governo totalitario fascista o comunista, chi ne faceva parte non poteva avere la cittadinanza e non poteva viaggiare liberamente da e per gli Stati Uniti. Ok, ci sono una nazione in fiamme, una pazza che dà l’ultimatum, pareti esplosive e il presidente pensa a recuperare la legge della lista rossa, dicendo che non c’è altro modo per salvare il paese. Ed ecco il perchè di questa scelta narrativa: Will Pfeifer ha detto che questo fumetto era anche un fumetto di sottile denuncia sulla politica di Bush post 11 settembre. Con tutto il rispetto, ma l’unica maniera per renderlo meno sottile è scrivere con un pennarello su ogni pagina “Bush fa schifo”. L’unica cosa sottile è la trama, o meglio quello che sembra una trama, ha talmente tanti di quei buchi riempiti altrove che avrei fatto prima a cambiare fumetto, è come se il Signore degli anelli chiudesse la saga dell’Unico Anello con la riunione prima della battaglia ai Cancelli Neri dicendo che Frodo aveva già buttato l’anello nel vulcano. Io lettore casuale mi sento preso in giro leggendo questo. Ora capite perchè buona parte delle copie di “Amazons Attack!” sono tornate al mittente?

Al monumento dei veterani della guerra di Corea, Batman e Superman tramortiscono alcune Amazzoni senza ucciderle, prendendosi tempo discutendo sull’efficacia effettiva delle azioni terroristiche delle Amazzoni e sul fatto che anche se le Amazzoni passano il limite loro non lo passeranno. Momento buono, peccato che dura una pagina. E il McCarran act fa le sue prime vittime arrestando alcune donne Amazzoni che si sono riunite in un rifugio, portate via in stile Lista Rossa. A volte mi chiedo una cosa: tanti fumettisti usano i supereroi e gli eroi per fare una denuncia sociale, non possono direttamente fare un fumetto totalmente basato su queste denunce senza coinvolgere macrotrame e affini? Magari venderebbe meno, ma darebbe più risalto alla denuncia. Ma vabbè, continuiamo.

La situazione è così in tutti gli stati uniti e Batman scopre un altro sviluppo esterno al fumetto, Nemesis incapacitato da delle api usate come armi dalle amazzoni.

“Certo, hai problemi più grandi ora, un attacco amazzone. api letali usati come arma… Api, mio Dio”

E non ho la minima idea dell’emozione che prova Batman nel dire questa frase. Mentre ragiona sul chi mandare a Themiscyra per raccogliere l’antidoto appare Wonder Woman e… la scena torna a Ippolita in maniera casuale. La nostra regina dei folli si lamenta del vuoto che si sta creando attorno a sé, tra Wonder Woman che le gira le spalle, Donna Troy che si prende il ruolo di negoziatore e poi sparisce dopo aver giurato di portare Diana da lei e i suoi generali che cominciano ad avere dubbi sulla sua capacità di governare. Che sia una buona idea quella di fermarsi e riflettere? No! Perchè arrivano Supergirl e la nuova Wonder Girl a parlare con Ippolita per lavorare con lei. Siete due supereroine, va bene che siete due ragazzine, ma come vi viene in mente di dare una mano a una regina carnefice? Philyppus e Arthemis discutono ancora sul fatto che Ippolita debba essere spodestata, visto che è evidente che questa non è una guerra loro. Oh mamma, ma quanto ci mettete? Volete aspettare fino alla fine del crossover? Cavolo, prendete una spada e arrestatela, diamine! Ci vuole tanto?

Intanto a Star City Freccia Verde sventa un attacco delle Amazzoni trovando un ordigno esplosivo vicino a un impianto nucleare che ha fatto cilecca, ma comunque facendo un bel danno. Batman visiona questo ordigno e realizza che c’è qualcun altro dietro

“Spade, scudi e magie? Amazzoni. Microchip, computer e armi high-tech? Qualcun altro”

Ricapitoliamo… Ippolita ha mosso guerra al mondo… per recuperare la figlia Diana… che era stata rapita per estorcere una tecnologia… che le Amazzoni non hanno? Sono fortunato che il mio cervello funzioni ancora, perché sinceramente ragionare sulla stupidita di questo fumetto con questa nuova rivelazione è qualcosa che fonde i neuroni.

Sull’Air Force One, intanto si sta aprendo una nuova illuminazione. L’Air Force One deve atterrare per rifornimento e un aiuto del presidente dice la frase “D.C. è in rovina”. Si riferisce a Washington D.C. o alla D.C. Comics dopo questo fumetto? Ditemi voi.

E il numero tre finisce con Supergirl e Wonder Girl che intimano al pilota di atterrare, altrimenti faranno scendere loro l’Air Force One, il preludio al piano geniale di questo fumetto

“O fate scendere questo aereo ORA… o lo faremo scendere noi PER VOI”

Cosa succederà? Batman ce la farà a prendere un contratto come batcallcenterista per la Justice League? Vedremo Wonder Woman per più tempo in questo fumetto? E’ solo Ippolita a essere impazzita? E soprattutto come faranno le mamme a preparare i pancakes senza granoturco?

TORNATE PRESTO SU EYEWASTE PER LA CONCLUSIONE DI “AMAZONS ATTACK!”

Ringrazio per l’attenzione e come sempre spero che vi siate divertiti. Non parto subito con il mio classico “Questo fumetto fa schifo”, perché a differenza della saga di Twilight, che erano film fini a loro stessi si deve arrivare alla fine di questa storia per tirare le somme e fare un giudizio


“The You Testament”


“Prendete e mangiate, consumerete così la mia vita, diventando potenti abbastanza da padroneggiare i poteri per evocare oggetti, levitare e manipolare l’aspetto delle persone. Hai capito tutto, mio apostolo?”
“Sì, magari anche resuscitare i morti, ridare la vista ai ciechi e guarire i malati”
“Non dire assurdità. Questa è fede, non è Dungeons & Dragons”

Nonostante le associazioni religiose cerchino di mantenere il divario tra le tecnologie e la religione stessa, capita che qualcuno che faccia lavori indipendenti ci metta mano per colmare questo gap, basti pensare ai vari gruppi christian rock o ai cartoni animati educativi. Nel caso dei videogames diciamo che questo va avanti già dal 1990, se non prima, basti pensare ai celeberrimi giochi della Wisdom Tree per Nintendo, resi popolari dal critico James Rolfe nella sua rubrica “The Angry Videogame Nerd”. Questi giochi erano giochi per la console NES della Nintendo, distribuiti, però, senza licenza, la società non avrebbe mai approvato giochi a sfondo religioso proprio per mantenere l’impronta di una console per famiglie.

Nonostante le buone intenzioni capita spesso che il messaggio venga frainteso, se non addirittura stravolto. Altre volte, invece, nonostante gli innumerevoli sforzi non è possibile trovare un contenuto vero e proprio in questi giochi. Per esempio in “Super Noah’s Ark 3D”, uno sparatutto in prima persona per la console Super Nintendo con il motore grafico di “Wolfenstein 3D” (sì, hanno chiesto la licenza alla ID Software per fare questo gioco, nonostante le leggende che parlano di furti o di redenzione), il giocatore impersonava Noè che doveva addormentare le capre sull’arca lanciando cibo con una fionda ed evitando di essere preso a calci. Perché le capre vogliano Noè morto non ne ho idea, almeno è intrattenimento a sfondo religioso.

Infine ci sono le vere e proprie bestemmie, ossia tutti quei programmi, giochi o affini che, nonostante la premessa, si rivelano delle vere e proprie bestemmie. E nel nostro caso è una bella bestemmia in C++.

Veniamo al produttore. Sarò onesto, non trovo un solo nome da nessuna parte, so solo che la casa di produzione (se così si può chiamare) è la MDickie, specializzata in giochi indie in attività dal 2000 al 2008, copyright fino al 2012. Tra i titoli figurano più versioni di uno sparatutto, più versioni di un gioco di wrestling e vari gestionali. Infine c’è il nostro The You Testament, che sembra essere stato il suo ultimo lavoro, visto che lo stesso creatore l’ha chiamato “il mio ultimo respiro come game designer”, riciclando qualsiasi cosa da qualsiasi suo vecchio gioco, tra animazioni, grafica e intelligenza artificiale. Ad oggi lo chiamerei l’ultimo rantolo, perché non ha proprio nulla di dignitoso. Perché? Beh preparate… no, meglio che non dico certe cose, in tutta onestà basta questo gioco come bestemmia. Dirò solo di prepararvi, stiamo per buttarci in…

THE YOU TESTAMENT

Non esiste nemmeno un boxshot ufficiale, almeno non l'ho trovato sul sito ufficiale. Damnatio memoriae?

E come al solito analizziamo i punti uno alla volta.

1. Grafica

Essendo un gioco indipendente e a costo zero non dovrei essere troppo pignolo, soprattutto considerando che i motori grafici costano. Ma quando chiunque può utilizzare la tecnologia mesh per la grafica, anche per fare qualche animazione più o meno particolare, e vedo che il motore grafico è anche peggiore di quello di Second Life c’è da dire “Cavolo, ma ti sei impegnato proprio poco”. Come mai un gioco del 2010 ha una grafica così datata? Semplice, quello che il creatore ha fatto è stato sfruttare oltre l’inverosimile il motore grafico dei suoi vecchi giochi. E più si scende nei dettagli più capisco che certe cose non sono nemmeno considerate, come ad esempio il fatto che alla creazione del tuo personaggio il sesso è una questione di modello e nient’altro, specie quando alla scelta della faccia puoi aggiungere i baffi anche se hai scelto un personaggio femmina. Soprattutto… perchè si dovrebbe creare un personaggio donna con l’opzione topless? E prima che lo chiediate… no, fortunatamente non è nuda, la texture mostra un reggiseno e… aspettate… un reggiseno?!? E’ il 33 d.C. e si vedono donne in reggiseno? Ma togliere quest’opzione per il corpo di donna era troppo?

Per il resto possiamo solo sbizzarrirci, non ci sono bambini, solo umani alti per un’altezza che varia dal mezzo metro ai quattro. Ed è esilarante vedere un umano bassissimo che ti carica tenendo una spada o una spranga in mano. No, davvero non ci sono limiti, se non quelli dell’immaginazione, visto che il buon senso è stato buttato già dall’inizio. E quello che dovrebbe essere il modello su cui porre l’attenzione, ossia Gesù stesso, è qualcosa di incredibile. E’ tra lo scazzato e l’apatico e non cambia mai espressione (come il resto dei personaggi tra l’altro).

Il salvatore che cade dalle nuvole

“La forza è forte in te! Hai risposto bene, sei la pietra sulla quale costruirò una grande casa…” (No, non l’ho aggiunto io il testo, dice proprio questo. E dubito che nel vangelo)

Per la cronaca… Matteo 15:26 recita così: “Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini»”. Almeno le citazioni potrebbe provare a far finta di indovinarle. Questa citazione è Matteo 16:18. Non la parte sulla forza, ovviamente

2. Gameplay

Fondamentalmente è un freeroaming con una macrotrama, ma è la cosa peggio concepita che abbia mai visto. I controlli sono pochi e confusionari e soprattutto si confondono nelle varie modalità senza nemmeno un tutorial o un suggerimento su schermo. Le statistiche del personaggio sono tre: salute, stato mentale e mana. Preferisco chiamarlo “mana” piuttosto che fede. Perché? Vedrete poi. Se scende la salute si muore, punto. Anche per fame, e questo è l’unica cosa apprezzabile, un po’ di realismo. Quantomeno non sono due barre separate, come il cibo e la salute in Minecraft. Se scende lo stato mentale… beh, quando tu crei il personaggio hai tre scelte di carattere e l’effetto dell’azzeramento della sanità mentale dipende da questo: chi è neutrale resta fermo, chi è aggresivo picchia chiunque (ed è una condanna a morte del proprio personaggio), chi è docile si siede e piange. Questo in particolare è servito al programmatore per gestire gli altri personaggi sullo schermo, ma con dei risvolti che vanno oltre il ridicolo. Il mana… vi dico poi a che serve.

Sono rimasto perplesso su una cosa: perché in un gioco a sfondo educativo-religioso si dovrebbe attaccare qualcun altro? Beh, è sia per difendersi che per fare in modo che chiunque possa fare la sua scelta di gioco. Ma se il personaggio muore… è Game Over, senza checkpoint o salvataggi. Si ha a disposizione un solo salvataggio che verrà continuamente sovrascritto e in caso di morte viene eliminato del tutto. Ora direte “magari è per realismo”. Credetemi, ho visto personaggi andare in giro su una gamba sola per ore senza nemmeno cambiare l’animazione della corsa, molto realistico, no? Come grado di sfida è piuttosto elevato per un gioco normale, ma calcolando che per giocare bene qui dovresti evitare le risse forse è stato fatto apposta. Come a dire “Chi cerca la violenza non potrà mai vincere”. E’ vero, ma poi si vedrà che ci si sbaglia di grosso. Si può anche scegliere se il proprio personaggio è un civile o una guardia, oltre che il luogo di nascita. E questo serve a… nulla, proprio a nulla. Le statistiche restano le stesse e la nascita non ha alcun seguito nel gioco stesso. Insomma è un dettaglio più che trascurabile tanto per aggiungere spessore, come i baffi e il reggiseno sui personaggi femminili.

E dopo dire che i suoni sono solo approssimativi e la colonna sonora è la meno sensata mai vista, una volta creato il personaggio ecco che ci buttiamo nella…

3. Trama

Vorrei anche poter dire che comprende tutto il nuovo testamento, ma in realtà è una rivisitazione in modo tale da far fare una cosa a parte, proprio per farti “rivivere l’esperienza di Gesù”. Non dovrebbe essere un peccato una cosa del genere? Il primo e il secondo comandamento questo dicono, no?

Ad ogni modo il viaggio comincia nel fiume Giordano, dove il celebre Giovanni il Battista sta predicando. E mentre lui predica… letteralmente vedo volare di tutto dietro. Le cutscenes non interrompono il gioco, perché il resto del mondo continua a fare quello che faceva prima. E quello che gli altri personaggi facevano prima della cutscene… era una rissa in piena regola nel fiume. Nemmeno ho cominciato e mi chiedo già che diavolo sta succedendo. Ricordate quando vi ho parlato dello stato mentale? Beh… praticamente è questo quello che fa quando non è gestito da una statistica. Non c’è un solo punto della mappa dove non c’è una rissa in corso. E dire “rissa” è poco, visto che girano spranghe, coltelli, volano martelli, pesci, sacchi di monete… è una via di mezzo tra una rissa da bar e un manicomio, visto che nessuno ha la minima idea di quello che può o deve fare. Sono già scoraggiato dopo questa versione biblica di un film con Bud Spencer, ma a questo punto continuo.

Dopo aver incontrato un falso profeta, nel deserto si incontra il Gesù vero e proprio che ti invita a seguirlo nei suoi insegnamenti, insegnando oltre a vivere bene anche a usare a proprio vantaggio il Chakra. Ebbene sì, viene proprio nominato il Chakra. Non ho la minima idea di come sia venuta questa idea in mente al game designer, ma credetemi se dico che è la cosa più balorda che abbia mai sentito dopo Yu-gi-oh sulle motociclette. Non ha nemmeno senso il fatto che voglia dare continuità ad altri dogmi! Insomma, è buttato a caso, così. Ho cercato la parola Chakra in tutta la biglia e non se ne parla. Ma è stato solo l’inizio, le citazioni che verranno mi hanno fatto abbandonare il compito di cercare corrispondenze.

Comincia così il viaggio blasfemo, ossia che Gesù ti insegna a creare miracoli come nemmeno Chris Rock in “Dogma” ha fatto. Creare oggetti dal nulla, curarsi, usare il magnetismo per attirare le perone (piuttosto inutile, devo dire) e altre amenità. Ad esempio alle nozze di Cana impari a creare oggetti dal nulla dopo che Gesù chiede un oggetto da trasformare in una coppa di vino. Ci mancava solo che scrivessero “Sim salabim” come battuta. Gesùcas Casella, signore e signori!

Gli altri personaggi, comunque, non stanno lì solo per fare a botte, ci sono anche gli incontri casuali con delle persone, che o ti chiedono l’oggetto che hai in mano oppure vogliono regalarti qualcosa e tu puoi scegliere se accettare o meno. Ma se rifiuti cominceranno a picchiarti a morte. Non scherzo, un uomo voleva regalarmi un mattone, io ho rifiutato e la sua risposta è stata a grandi linee “Cos’hai contro me e il mio mattone? Mi odi, quindi dovrai morire!”, e comincia così una rissa per un mattone sedata da una guardia che prima taglia una gamba al mio aggressore e poi, siccome è notte, mi costringe a sedermi. Sì, di giorno devo stare in piedi e di notte devo stare seduto, altrimenti le guardie si arrabbiano e alla lunga attaccano. Lo so che nel 33 d.C. la violenza era tanta e ci si uccideva per un tozzo di pane, ma qui è ridicolo!

Andando avanti si arriva all’episodio del tempio di Gerusalemme, probabilmente la bestemmia più enorme. Gesù, dopo aver frustato chi sta lì dentro dice che non porta pace, ma un cambiamento (eh? Chi è? Obama?) e che non è “un serpente che morde, ma comunque sibila”, insegnando un potere dicendo “non dovrai preoccuparti di quelli che ti picchiano, ma di fare del male agli altri”. Siamo tutti d’accordo che lui non può essere Gesù? Tanto per cominciare quello che conosciamo non ha mai insegnato i miracoli a nessuno, figuriamoci poi i miracoli della levitazione, dell’alzare e abbassare il livello del suolo o della visione in wireframe. Ebbene sì, questo Gesù è Neo, probabilmente. Più si va avanti e più sono strambi i poteri del Chakra. Diventa quasi palese che questi poteri a un certo punto siano un vero e proprio debug mode. Si può modificare aspetto al personaggio, può diventare invisibile, può diventare più alto o più basso… oppure può usare l’unico potere utile, la corsa a velocità triplicata. Poi l’episodio del tempio non è andat così con Gesù che istigava alla violenza.

Wow... non ci prova NEMMENO ad avere senso quest'immagine

“Da ora in poi, tu separerai l’illusione e vedrai la vita per quello che è davvero…”

Ad ogni scena corrisponde uno sblocco di un potere nuovo e credetemi se vi dico che ve ne dovete sorbire tante prima di arrivare ai punti della storia. E più si va avanti e meno questo Gesù sembra tale, tanto che penso che in realtà sia un tossico che ha preso dei poteri, abbia picchiato Gesù e si sia preso i suoi vestiti. Da ora in poi lo chiamerò Mimmo il Tossico.

Mentre le peripezie del mio personaggio e di Mimmo il Tossico vanno avanti mi fermo a riflettere sul lavoro del creatore. Non si capisce cosa in realtà abbia voluto fare, né quale sia stato lo scopo di questo gioco, se educazione (e qui ha fatto un lavoro pessimo) o intrattenimento (e qui ha fatto anche peggio). Nella scena della preghiera in cui Mimmo il Tossico improvvisa un “padre nostro” il testo è quanto più generico possibile, senza riferimenti religiosi, come se fosse una sorta di preghiera adatta a qualsasi credo. Sarebbe anche stato un pensiero gentile… se a pronunciarla nel gioco non fosse stato Dio in persona.

Come se il resto delle trovate insensate non fosse stato abbastanza, tipo quando si parla di atomi e di molecole. Mimmo il tossico spiega che lui cammina sulle acque perché cambia la struttura molecolare in modo da essere meno denso e quindi da galleggiare (e torno a ripetere, dovrebbe essere Dio, non avrebbe bisogno di spiegazioni, lui)… più si va avanti e più si lascia credere che lui non sia cristiano ma scintotaobuddistelficoquantum-metodista. Non lo so, qualsiasi riferimento religioso non ha senso. Ad ogni modo dopo l’ultimo potere sbloccato si arriva ai punti salienti, come il dialogo del Getsemane e l’ultima cena. Fa piacere vedere gli apostoli armati mentre stanno a tavola e che a fine scena si azzuffano come se non ci fosse un domani con Mimmo il Tossico ad aprire e chiudere le danze.

C’è poco altro da dire. Mimmo il Tossico viene arrestato, picchiato, muore e risorge. Almeno così sembra, se non fosse che ce lo vediamo proprio apparire davanti agli apostoli (e per la cronaca… Giuda non è nemmeno nominato in tutto il gioco). E il nostro gioco finisce che mentre gli apostoli se le danno per capire chi deve essere il nuovo Maestro il nostro personaggio va al fiume Giordano (dove non è ancora finita la rissa di inizio gioco) per trovare un nuovo discepolo per ripetere l’intera storia, visto che Mimmo il Tossico ci ha incaricato di scrivere quello che sarà “The You Testament”. Frase che ha poco senso, ma rispetto a quanto è successo è la cosa più logica capitata da quando il personaggio è stato creato.

QUESTO GIOCO FA SCHIFO!

La grafica è inguardabile oltre ogni dire, tutto quanto oscilla tra il semplice e il confusionario, la storia non si avvicina nemmeno a quanto scritto nel Nuovo Testamento e tutti i riferimenti religiosi sono tra l’inventato, il campato in aria e il frutto di anni e anni e anni e anni di teologia fatti contromano mentre si era sotto l’effetto di crack, lsd, redbull e goleador gusto gomma da masticare. Per di più le citazioni che dovrebbero avere senso sono totalmente assurde. Posso capire una citazione di Confucio o di Buddha, magari anche Kanye West e Tupac, tanto per avvicinare ai giovani. Ma che cavolo c’entra Obi-Wan Kenobi? Ebbene sì, è stato tirato anche lui in mezzo alle citazioni tra una schermata e l’altra. Persino una anonima che dice “Perchè MDick si è messo a fare un gioco sulla religione? Spero che torni a fare presto giochi di wrestling”. Dopo questo gioco continuo davvero a pensare che esiste un’entità divina che interviene dall’alto, perché non esiste che un essere umano sia capace da solo a fare questo. A che pro, poi, non so. E ho dovuto condensare al massimo, senza contare che ho usato i cheat, perché nonostante io non abbia mai attaccato nessuno e abbia sempre evitato le risse finivo sempre con il perdere sanità mentale e salute, impiegando le ore per recuperare entrambe. Nei titoli di coda il creatore ci fa notare che ha impiegato ogni punto dei suoi giochi per sviluppare questo, tra intelligenza artificiale, mappe, animazioni e grafica. Non dovrebbero essere migliori di questo, probabilmente, visto che dovrebbe aver preso il meglio da ognuno.

Ah, e c’è anche altro nel gioco, ma siccome già la macrotrama faceva schifo non ho indagato. Ora scusatemi, ma ho intenzione di rigiocarlo… falciando tutti gli altri personaggi e prendendoli a botte con la croce.

Grazie per avermi seguito e buonasera, spero di non aver offeso la fede di qualcuno con questa recensione. Anche se di fede c’è davvero poco qui.


“100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” di Melissa Panarello


Per cominciare avviso chiunque: i contenuti di questa recensione sono sessualmente espliciti, alcuni dei quali sotto forma di frammenti del libro stesso, quindi consiglio a chi potrebbe ritenersi offeso di non continuare a leggere. Mi dispiace, ma preferisco non offendere uno che avere una visualizzazione in più.

D’altro canto c’è da dire che l’offesa più grande non va per i contenuti, credetemi. Ma andiamo per ordine.

Nell’edizione che ho della Fazi Editore non si trova assolutamente nulla sull’autrice di questo libro, Melissa P., al secolo Melissa Panarello. E calcolando che è una quarta edizione mi sembra assurdo, dato che questa autrice avrà messo qualche punto sul suo curriculum dal 2004 al 2007 (l’anno di questa edizione è proprio quest’ultimo). Insomma… di Melissa Panarello non si dice assolutamente nulla e, dato che, nonostante i riferimenti coincidenti di luoghi dei fatti e del nome della protagonista di questo diario, ossia Melissa, non ho assolutamente alcuna nota su questo libro che mi faccia pensare che sia autobiografico. L’unica nota del libro è “Melissa P. ha diciassette anni”. O meglio li aveva nel 2004, ora ne ha ventinove e nel momento in cui questo libro è stato stampato ne aveva venti. Insomma… coincidenze di età e nome, ma nessuna nota su una natura autobiografica o biografica di questo libro, considerando che nei contenuti ci sono bei capi di accusa contro varie persone. I dubbi, poi, sono nutriti ulteriormente anche da un altro particolare, ma di questo ne parlo dopo.

Fortunatamente siamo nell’era di Internet e ricercando su vari siti le uniche notizie che ho trovato sono state che questo libro è autobiografico. Fine. Io che ho letto questo libro potrei dire che ho una bomba tra le mani per quanto riguarda la vita personale di molte persone citate e il fatto che la pubblicazione del libro non abbia avuto nessun risvolto (o che non sia documentato da nessuna parte) mi fa nutrire dubbi ancora più seri sulla veridicità della natura autobiografica di questo libro.

In tutti i modi considererò questo diario nella recensione come un’opera fittizia, posseduta da una fantomatica Melissa. Ora accendete la webcam, preparate una bandoliera di preservativi e non dimenticatevi le autoreggenti, i frustini e le manette, stiamo per buttarci in:

100 COLPI DI SPAZZOLA PRIMA DI ANDARE A DORMIRE

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La nostra storia comincia il 6 luglio 2000, questa è la data di inizio di questo diario. Melissa ci descrive chiaramente la sua stanza, accenna ad un gatto che non avrà un nome per tutto il libro (il che è già strano, visto che si parla di una ragazzina che ama il gatto) e ci parla della sua ricerca dell’amore, per lei basta sollevare lo sguardo allo specchio, ritrovarsi e… toccarsi. Non sto dicendo cavolate, comincia davvero così, con una sgrillettata. Ad ogni modo Melissa accenna a una voglia di trovare qualcosa di vero, visto che

“L’unica cosa che mi fa stare veramente bene è quell’immagine che contemplo e che amo: il resto è finzione”

Beh questa è l’unica cosa vera, secondo me, in tutto questo libro, credetemi. Insomma quello che vuole è amore. E dopo uno sfogo in cui la protagonista è dilaniata dal fatto che qualcuno vivrà più di lei quelle notti estive ecco che spunta il primo personaggio della nostra storiaccia: Daniele. Dopo una breve descrizione di Alessandra, “altissima ed esile sui suoi tacchi, bella come sempre e come sempre un po’ rozza nelle espressioni e nei movimenti. Ma affettuosa e dolce”, Melissa parla di una festa in piscina. E prima ancora che mi chieda perché una ragazza debba descrivere così nei dettagli una sua amica in un diario, c’è una piccola scena tra Melissa e Daniele, con tanto di dialoghi brevi. Dopo un po’ di incertezza e un messaggio di Daniele che le dice che è stato bene e che vuole rivederla, ecco che arriviamo al primo dei tanti episodi a sfondo sessuale di questo libro.

Per tre pagine di un foglio A5 Melissa descrive nei dettagli e con dialoghi degni di una romanziera il primo bacio con Daniele e… beh, leggete qui:

“Ha fatto più pressione con le mani poggiate sulle mie guance e, con una forza che lui voleva tradurre, invano, in dolcezza mi ha spinta sempre più giù, mostrandomi bruscamente l’Ignoto”

Ditemi voi una cosa: avete mai visto una ragazzina che nel 2000 aveva quattordici anni (perché sì, questa Melissa aveva quattordici anni quando ha scritto quella pagina, convenientemente nell’età consensuale) che descrive in maniera così aulica e dettagliata un mugolone? Il problema di questo libro non è tanto il contenuto, quanto la forma. Se proprio doveva essere un diario certi espedienti che si lasciano alla narrativa devono essere assenti per amore dei dettagli, ci si deve un tantino impegnare perché quanto scritto sembri davvero un diario e non un romanzetto dove i capitoli sono segnati con date. Non posso trattarlo altrimenti, anche volendo. Non conosco le opinioni di chi sta leggendo, ma questo per me dimostra che di autobiografico c’è solo la voce di corridoio.

Ad ogni modo quello che segue è un primo impatto di Melissa con il sesso orale con Daniele. Melissa è sempre più convinta di voler fare suo questo ragazzo che nei giorni successivi si mostra sempre più possessivo, superbo e denigratorio. Il giorno del suo compleanno Melissa ancora lamenta la mancanza di amore: non mi chiedo il perché, quindi passo oltre. Melissa a Gennaio 2001 conferma il suo amore per Daniele dopo che lui l’ha trattata malissimo dicendole che non sapeva nemmeno fare mugoloni. Non faccio commenti sessisti, ma lei se li chiama, fateli voi. Non otterrà risposta fino al 4 marzo, giorno in cui, in un capitolo decisamente lungo, lei cede la sua verginità al primo dei nostri eroi, che per la cronaca ha diciannove anni. Ed ecco un’altra descrizione aulica.

“Ha cominciato a baciarmi sul collo ed è sceso man mano più giù, sui seni e poi sul Segreto, dove il Lete aveva cominciato a scorrere”.

Dopo queste immagine poetiche posso dire solo una cosa: meno male che era il Lete e non il Flegetonte. Siamo tutti aulici, capite bene cosa intendo dire. Nonostante questa ricerca dell’amore posso confermare la mia ammirazione per la ricchezza del vocabolario di Melissa (il personaggio, non l’autrice), decisamente forbita. Improbabile, ma forbita.

Dopo una rimembranza estremamente dettagliata di un pittore che a Taormina ha dipinto il ritratto di Melissa dicendo che quel volto gli piace “Perché esprime bellezza, candore, innocenza e spiritualità” (no, non ci va a letto, ma probabilmente sarebbe stata la persona migliore che le sarebbe potuta capitare da quel momento per altre 120 pagine), lei decide di concedersi a chiunque, attendendo di trovare l’uomo che si innamorerà della sua passione. Prima che diciate commossi “brava, così si fa”, vi ricordo che lei ha quindici anni. Potrei anche trovare plausibile questo ragionamento, ritrovabile in una persona un tantino più matura anagraficamente, ma nemmeno troppo, ma sto cominciando a trovare assurdo simpatizzare o anche empatizzare per questa ragazzina.

Il 9 aprile Melissa, dopo aver fatto sesso di nuovo con Daniele su una spiaggia, gli confessa che non lo ama. Lui si irrita, non per questo ma perché ha bisogno che Melissa lo stia a sentire e quando vede che lei non lo vuole nemmeno guardare, va su tutte le furie e si mette a piangere. Melissa gli confessa che sarebbe stata a sentirlo se solo si fosse aperto con lei, restando dura davanti a lui e piantandolo lì a piangere, mentre si fa accompagnare a casa da una coppietta un po’ più adulta venuta sulla spiaggia per lo stesso motivo, invidiando il loro amore. Sorella cara… ma chiedere loro qualcosa? Magari sulla vita di coppia? Ti sei fidata tanto da farti portare a casa, magari qualche dubbio te lo avrebbero tolto. Insomma… la bocca e la lingua servono anche per parlare.

Ma il 7 luglio Melissa ci casca di nuovo per l’ultima volta, dicendo che lui ha abusato dei suoi sentimenti. Il 5 agosto lei dice che l’ha lasciato e l’11 settembre 2001 quello che pensa è:

“Forse Daniele sta guardando le stesse immagini alla TV, le stesse che vedo io”

Probabilmente lui si era sintonizzato sul cartone di Gatto Silvestro che andava in onda su Italia 1 in quel momento.

Faccio una breve parentesi personale su questo commento. Quel giorno avevo 16 anni e ho seguito in diretta praticamente tutto l’evento, da quando il primo schianto si credeva un incidente aereo. La scena di quel cartone mi è rimasta impressa perché, dopo aver assistito al secondo schianto e aver cominciato a incrociare le notizie sulle varie reti sono rimasto impressionato, ma non sorpreso, dal fatto che Italia 1 ha mantenuto il palinsesto previsto con quel cartone animato, piuttosto che mandare in onda Studio Aperto. Questo per tacitare un eventuale commento di chi potrebbe intuire che ho passato quel giorno a guardare i cartoni. Indipendentemente da quanto si voglia bene agli U.S.A. è stato comunque qualcosa di grosso e inaspettato.

Quello che, invece, mi ha sorpreso è stato leggere questa nota sparuta. Tracciando il profilo del personaggio Melissa[,] posso capire che è una ragazza dal vocabolario ricco, è intelligente, profonda e che ha a cuore i sentimenti umani: mi sembra un po’ assurdo che l’unico commento di quel giorno sia stato solo questo, ammesso che ci tenesse davvero a tutte quelle migliaia di coppie e famiglie stroncate da quell’avvenimento, specie perché l’ora in cui è stato scritto sono le 15:25, quindi l’evento era successo da poco. Poiché non posso dire che è contraddittorio questo personaggio, quello che dico è che Melissa è una che dice che le stanno a cuore i sentimenti, ma pensa solo e unicamente a sé stessa, indipendentemente dalle varie scene in cui lei dice che i genitori non la capiscono e che pensano solo agli affari loro e che quindi la vita fa schifo e che vorrebbe comprensione.

Ad ogni modo arriviamo al 28 settembre, il giorno di un’assemblea nel liceo. Tra gli interventi si conta quello di Roberto, un universitario che, nonostante abbia impegni a cui adempiere, ha decisamente tempo da perdere per presentarsi a un’assemblea in un liceo con la globalizzazione come tema portante. Sempre perché del resto del mondo ci importa poco. Non vorrei dire, ma quell’anno a marzo ci furono i fatti di Napoli e a luglio quelli di Genova, dire semplicemente “si è parlato della globalizzazione” mi sembra praticamente sparuto, come se l’autrice Melissa Panarello volesse solo dire “mi pare che sia successo qualcosa”. Altro punto a sfavore della pubblicizzata veridicità di questo diario.

Roberto, dopo aver salutato Melissa con un “arrivederci, compagna!” attirandosi l’odio di tutta Forza Italia e di un giovane Angelino Alfano, riceve tramite un amico che stava al volantinaggio, Pino, il numero di lei. I due si telefonano e parlano a lungo. Lui è fidanzato, ma vorrebbe comunque conoscere meglio Melissa e passare del tempo con lei e Melissa altrettanto. I due si accordano per vedersi alla mensa universitaria, dove Melissa è talmente attenta ai dettagli da scrivere sul diario che, nonostante la mensa fosse piena, le cuoche sparlavano di una collega. Insomma… mettere dettagli dove non servono e ignorare quelli che servono, così si fa, Melissa P.

Roberto accompagna Melissa in una casa fuori città e lì i due fanno l’amore. O meglio lei dice così anche se non prova nemmeno piacere, semplicemente fa di tutto per farlo contento. E tale Roberto, nonostante i discorsi di apertura mentale e la mentalità che tende a sinistra in maniera ridicola, si dimostra anche peggio di Daniele, perché nei giorni successivi invita di nuovo Melissa in una casa, dove lui, Pino e altri tre amici prima cominciano a toccarla quando è bendata, poi a turno fanno sesso orale con lei, poi la tengono sul tavolo a toccarsi e, infine, fanno sesso con lei a due alla volta, orale e vaginale, mentre lei sta distesa sul letto a cercare di togliersi dalla testa le immagini di prima. Il tutto senza nemmeno ribellarsi. Teoricamente questa dovrebbe essere un’immagine agghiacciante, ma Melissa la descrive come qualcosa di naturale e, anche se si sente violata, sporcata e piena di vergogna e rimorso, nulla le impedisce di tornare più volte nei giorni successivi.

Posso dire che ho davanti praticamente il personaggio femminile più negativo e denigratorio per le donne e le ragazze della letteratura contemporanea. Una ragazzina minorenne che, dicendo che in realtà quello che cerca sono i sentimenti e qualcuno che condivida la sua passione, lascia che praticamente l’intera popolazione maschile di Catania e dintorni possa fare di lei quello che vuole, senza ribellarsi. Anzi… praticamente le piace. Potrei anche fermarmi qui, visto che l’andazzo è questo per il resto del libro, ma voglio arrivare fino in fondo.

Senza accennare a un’interruzione di rapporti con Roberto e la sua banda di brigate mosce, Melissa conosce Ernesto, un ragazzo con cui passa i giorni a vedere centri commerciali e che, nell’intimità di una camera, le confessa che si veste da donna e che si prostituisce per pagarsi gli studi. Le dice anche che dovrebbe cercare una storia normale, ma Melissa è sempre più convinta. Dopo aver passato il resto della serata abbracciata ad Ernesto dopo che questo si è masturbato guardandosi allo specchio vestito da donna, lasciando il desiderio di farlo anche a Melissa (e mi chiedo perché dovrei denigrare questo libro, visto che lo fa già da solo), a lei viene l’idea di voler assistere mentre due uomini fanno sesso insieme, pagando anche. Intanto ha compiuto 16 anni, vi ricordo. Non uso più nemmeno le date, per me non ha più senso, visto che sembra uno di quei film porno delle tv private in cui si devono toccare tutti i generi per tutta la durata del film. Ernesto esaudisce il desiderio di Melissa, convincendo Gianmaria, un coinquilino, e Germano, il suo ragazzo, a farlo davanti a lei. Tra una cosa e l’altra lei descrive Germano che “Si tuffa nel suo Segreto”, e ho davanti l’immagine di Melissa a gambe aperte e tutti i ragazzi con cui è stata e non è stata che fanno la fila per buttarcisi dal trampolino. Ancora non so che intende di preciso, si sa solo che Germano fa qualcosa con lei. E non mi interessa nemmeno sapere cosa.

E dopo aver conosciuto tramite siti di incontri tale Letizia, una donna omosessuale che aveva cominciato a insinuarsi nella passione di Melissa, Gianmaria la ringrazia per quello che ha fatto, visto che le cose con Germano vanno meglio dopo quella notte e lei pensa:

“Io sono stata solo me stessa, diario”

Al che il diario potrebbe rispondere “Eh. Perché sono sempre un signore, Melissa”. Il nostro traforo preferito arriva in un’altra chat con il nick “whore” (che creatività, eh?) e si fa contattare da un personaggio noto come “the_carnage”, il che dice tutto. I due parlano e dopo aver scoperto che the_carnage è di Catania e ha 35 anni i due si accordano per incontrarsi così che lui possa “trattarla come fosse un oggetto”, così ha chiesto lei. E in un garage quest’uomo, Fabrizio, la possiede, ma lei gli impedisce di venire dentro e si risente leggermente quando lui le dice cosa fare. Questo perché lui doveva trattarla come un oggetto e lei lo voleva. Alla faccia della coerenza!

Intanto a scuola va male e lei per matematica cerca un insegnante privato, trovando un uomo giovane. Il giorno dopo va da lui e comincia un gioco di seduzione sfacciata in un revival di Lolita.

E a questo punto chiedo scusa a tutti i lettori, perché è successo quello che c’è scritto sul titolo del mio blog: i miei occhi si sono arresi! Ho deciso di tagliare fino alla fine. E sono solo a pagina 107. La resa è stata determinata da vari fattori:

  • La stupidità di certi elementi di trama

  • L’incoerenza del personaggio di Melissa, giustificabile per certi punti perché alla fine è una ragazzina che di vita non sapeva un cavolo, ma che si atteggia sempre a donna matura.

  • Una forma scorretta nella scrittura del diario che peggiora di pagina in pagina

  • Praticamente il libro per intero

Non mi sono arreso con “The Twilight Saga”, non mi sono arreso con le “Cronache del mondo emerso”, non mi sono arreso con “Inferno e Paradiso”, ma questo è stato troppo anche per me.

Ecco cosa succederà nei vari punti del libro che seguiranno:

Fabrizio comprerà un appartamento a Melissa, ma alla fine si rivelerà solo un laido masochista che si lascerà frustare e che sarà disperato quando lei non si concederà più. Perché, ricordiamo, Melissa voleva che lui la trattasse come un oggetto, ma alla fine è lei a fare da dominatrix.

Valerio, il professore di matematica, semplicemente sparisce e cessa di incontrarla, scappando dal libro finché ancora può farlo, probabilmente è stato preso da Laurent.

Letizia si accorda con Melissa e, dopo una notte d’amore, non si vedranno più: probabilmente l’unico personaggio con un briciolo di cervello in tutto il libro.

Dal nulla spunta Claudio, un ragazzo che piano piano conquista Melissa nel modo più normale del mondo: semplicemente innamorandosi di lei sinceramente e trattandola in funzione di questo. Le dedica una serenata e alla domanda di lei su quando vorrà fare l’amore, lui dirà che dovranno decidere insieme quando farlo e, insomma, conquisterà praticamente il cuore di Melissa. Il nostro libro finisce con Melissa che si accorge che è diventata una principessa dopo essere passata per strade e bordelli, cresciuta nell’animo e amata da una persona che vorrà passare la sua vita con lei, nonostante questa storia di principi sembra che venga dalla HBO.

QUESTO LIBRO FA SCHIFO!

La forma è tutto tranne quella di un diario, probabilmente anche più schifosa dei contenuti, Melissa è un personaggio più negativo che contraddittorio, nemmeno dannoso, solo inutile, passando per le mani e altro dell’intera Catania senza nemmeno ribellarsi anche quando si sente piena di vergogna, per non parlare dei personaggi maschili presenti. Giuro, a un certo punto mi sono messo solo a sfogliarlo il libro. Mai capitato in vita mia. Sono rimasto annoiato e schifato, praticamente se avessi guardato un film porno su una televisione privata avrei fatto prima. Non c’è nemmeno la volontà di dare spessore a questi eventi, semplicemente sono descritti nei dettagli in maniera blanda e implausibile, solo i commenti personali di Melissa quando si parla di fatti che non contemplano il sesso sono plausibili. Torno al punto all’inizio dell’articolo riguardo la vita privata dei personaggi. Tra un professore di matematica palestrato con la voglia di una storia alla Lolita, un ingegnere sadomaso di quasi quarant’anni, una comune di comunistoidi che si dedica al gangbang e altre cose sono usciti alla luce particolari che non dico che sono agghiaccianti, ma quantomeno molte di queste persone che hanno ispirato la storia saranno scappate altrove dopo aver visto pubblicate queste vicende. Perché nelle piazze dove si chiacchiera c’è poco da fare, è facile fare due più due e capire chi è chi, anche senza cognomi.

Chiudo dicendo una cosa in più. Questo libro è dedicato a una tale Anna, ma se è davvero autobiografico Claudio che fine ha fatto? Se davvero è esistito probabilmente si sentirà l’ultimo stracciato in mezzo alla strada, visto che lui ha donato il suo cuore, facendo innamorare la protagonista che, se è davvero l’autrice, sentirà riconoscenza nei suoi confronti, e alla fine non viene nemmeno ringraziato esplicitamente in qualche nota.

Chiedo di nuovo scusa per la resa dei miei bulbi oculari, se posso rimediare in qualche modo lasciate scritto tutto nei commenti qui. Grazie per la pazienza che avete avuto e spero che vi siate divertiti.

Chiedo di nuovo scusa per la mia resa dei bulbi oculari, se posso rimediare in qualche modo lasciate scritto tutto nei commenti qui. Grazie per la pazienza che avete avuto e spero che vi siate divertiti.


“The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 2″ di Bill Condon


“Amore… ora cosa faremo? Come potremo vivere felici con i vampiri antichi che ci braccano?”
“Faremo ciò che fa la nostra razza da anni”
“Cioè?”
“Nulla”

Lo so, mi sono dilungato parecchio con il…

...praticamente è finito

…ma, alla fine, ci sono riuscito a portare a termine questo periodo oscuro di vampiri glitterati

Come spiegato nell’episodio precedente all’inizio delle riprese per la seconda parte di Breaking Dawn (che detiene il record come unico film ad essere diretto dal regista del film precedente) c’era un problema non solo per Robert Pattinson, ma anche per molti attori di parti secondarie, la stessa Summit confermò che, in caso avessero rifiutato, non avrebbero pensato due volte a fare un recasting come con l’attrice che interpretava Victoria. Qualcuno direbbe che è un azzardo… ma già portare sullo schermo la saga di Twilight non è proprio una mossa saggia a prescindere. Ad ogni modo nessuno fu cambiato per questa volta. Quindi c’è poco da aggiungere per l’introduzione rispetto a quanto è già stato detto per la parte 1. Quindi armatevi di fuoco, marshmallow, un cuscino e anitra WC, stiamo per buttarci in…

THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN – PARTE 2

...credetemi, sono morto anch'io durante questa saga

 

 

Dopo i titoli di testa in cui, nuvole a parte, sorprendentemente non piove, ma che sono dannatamente lunghi tanto da sfidare la pazienza del sottoscritto, riprendiamo da dove avevamo lasciato Ciurla, ossia la sua trasformazione. Edward è lì, l’aspetta con una canzone romantica come sottofondo (così come ce ne saranno per tutto il film) per un evento particolare. Non la trasformazione, ma il sole a Forks. In cinque film sarà capitato un paio di volte di vederlo. Ciurla vuole vedere Renesme, ma prima deve andare a caccia per controllare la sete di sangue. E in un tripudio di slow motion Ciurla ed Edward saltano e corrono ovunque. Edward le insegna a padroneggiare i nuovi poteri vampirici portandola ad uccidere un cervo, ma l’attenzione di Ciurla è rivolta a un free climber. Ciurla  fa per raggiungerlo, ma Edward la blocca. Ciurla scappa via e… non ci credo… anche quando fa la bestia e assale un puma è ancora più capra.

Tornando a casa i due incontrano Jacob, che pare aver preso troppo bene la trasformazione, tanto che lui stesso ammette che stanno bene insieme e che si sbagliava… ed è contento… cosa è successo a questo personaggio? Siamo ben oltre la forza di trama. Ed ecco il primo incontro tra Ciurla e Renesme, già con un bel po’ di capelli in testa con due giorni di vita e aiutata anche dalla computer graphic. Jacob cerca di prendere Renesme in braccio e Ciurla sente qualcosa di strano. E sbatte fuori di casa Jacob urlando “Hai avuto l’imprinting con mia figlia?”… siamo onesti, sto ancora ridendo. Dovrebbe essere una parte toccante o drammatica, ma non riesco a vedere altro che una scena di una commedia in cui una madre sbatte fuori a calci il ragazzo della figlia. E mentre Edward mostra di nuovo il razzismo verso i lupi mannari Jacob spiega che il fatto che Bella volesse lui vicino era per via di Renesme, o Nessie come la chiama Jacob… e Ciurla se la prende perché è anche il soprannome del mostro di Loch Ness. Ragazzi, davvero, sto morendo dal ridere. Ciurla cerca di attaccare Jacob, Seth, come lupo si mette in mezzo e si becca un cazzotto a piena potenza. Forse è la volta buona che succede qualcosa? Spoiler, no.  Alice e i ragazzi fanno un regalo di compleanno a Ciurla ed Edward, una casa nel bosco ben arredata, con corrente e fuoco acceso. Essere un vampiro deve dare vantaggi anche per gli allacciamenti elettrici in pieno bosco, a quanto pare.

Edward e Ciurla inaugurano il letto della casa, neanche dico come, e mi sembra strano che siano così sicuri, visto quello che è successo l’ultima volta. I due tornano a casa Cullen e tra una battutaccia e l’altra il telefono squilla, sanno che è Charlie che chiama. Jacob si assume il compito di dargli notizie della figlia… nel modo che i soprannaturali conoscono molto bene, vale a dire con l’impossibilità di mantenere un segreto… nella maniera più ambigua possibile.

E dopo che Charlie teme per la sua virtù Jacob si trasforma in lupo mannaro davanti a Charlie e lo invita dai Cullen, dicendo che lei è cambiata e che hanno adottato una bimba. Per me questo va tra i piani geniali, ma alla fine è chiaro che è stato fatto solo per costringere i Cullen a restare. Tra nulla e piani geniali sono sempre più sorpreso da questa storia, credetemi. E intanto mi viene da chiedere se era stato davvero necessario fare due film per questo capitolo, tra tempi morti e altro penso che un’ora buona si poteva risparmiare. Specie ora che, andato via Charlie, si perde tempo per far vedere quanto è forte Ciurla mentre spacca pietre e gioca a braccio di ferro con il cognato forzuto. Davvero, che importanza aveva dare spazio a scene del genere, se non per fanservice? E sapete quale è la cosa più irritante? Che subito dopo riassumono un anno in un montaggio! Melissa Rosenberg e Bill Condon hanno una scala delle proprietà tutta loro, a quanto pare.

Renesme cresce molto in fretta, Sam e Jacob fanno pace e Irina, la cugina russa, non sopportando di vedere Renesme, Jacob e Ciurla scappa via prima che possa fermarla. I nostri eroi pensano di poteri ragionare, ma non hanno previsto quanto le forzature di trama siano potenti. I Volturi di Volterra ricevono Irina, che si lascia leggere nella mente per mostrare ciò che i Cullen hanno fatto. E una visione del futuro arriva ad Alice: i Volturi stanno muovendo guerra contro i Cullen. Motivo? Irina crede che Renesme sia una vampira bambina e quindi deve essere distrutta. Ci si prepara a una guerra? No! A un processo? Speriamo, almeno succede qualcosa.

Comincia la preparazione all’affare Glittergate, testimoni vengono riuniti mentre Alice e Jasper spariscono dicendo che devono essere raccolti più testimoni possibile. Prima vanno alla famiglia di Irina, convinti solo dal tocco di Renesme. Bene o male c’è il giro di parenti. Recuperano davvero vampiri da tutto il mondo, tutti in fila a conoscere Renesme, tutti ospiti dai Cullen e tutti quanti che devono mangiare. E anche i Quileute si trasformavano. E ora che tutti sono stati riuniti comincia il gioco “Trova quale punto di ‘Vampiri: la Masquerade” è stato copiato.

  • Zaphryna, l’amazzone, aveva il potere di manipolare le sensazioni altrui per far vedere ciò che voleva. Chimerismo
  • Benjamin può controllare gli elementi. Taumaturgia
  • La ragazza dell’alaska ha il tocco elettrico. Taumaturgia, via del Levinbolt.
  • Alec, dei volturi, controlla una nebbia paralizzante. Ottenebramento

E poi dicono che la Meyer non ha rubato alla White Wolf.

Intanto due vampiri sconfinano in territorio Quileute, ostili ai Volturi, che confessano che i Volturi hanno testimoni. Ora mi chiedo… testimoni qui e là, poteri qui e là… si chiama ancora processo questo? Io lo chiamerei riunione della camera dei deputati, piuttosto, ma forse lì volano più botte.

Bella, intanto, scopre di avere il potere dello scudo, che l’ha difesa dalla lettura dei pensieri di Edward nei film passati. Scudo che può proiettare su altri vampiri. Bene, abbiamo il guerriero, il mago degli elementi, la druida del fulmine, due barbari che picchiano e uno che si muove furtivamente. Abbiamo il party di Dungeons & Dragons, insomma.

Ciurla riceve un messaggio da Alice tramite una nota lasciata strappata da un libro. Cercare un certo Jay Jenks di Seattle. Lo trova in un ristorante e riceve da lui un plico. Due passaporti, uno di Jacob e uno di Renesme. Il messaggio è chiaro… i due devono andarsene. E intanto ogni vampiro mostra la sua storia prima della battaglia e tutti condividono l’odio con i volturi. Ok, ora basta. Andiamo avanti, perchè a esattamente quaranta minuti dalla fine di questa saga comincia quello che aspettavo da ben tre film: qualcosa. Una battaglia a tre fronti su un campo innevato: Volturi, lupi mannari e brutte copie di personaggi di Vampire: The Masquerade. E dopo una musica epica… cominciano a parlare. Mi è venuta voglia di strapparmi i capelli dalla testa per dirmi che non è possibile.
Aro legge nella mente di Edward quello che è successo nei film precedenti e sembra eccitato dall’idea di conoscere un Immortalicum. E…

…cosa diavolo era quello? Stava per deporre un uovo? Qualcuno gli ha tirato una penna? Aro ha la capacità di imitare le galline?

Ad ogni modo Renesme convince Aro sulla sua natura e Irina viene pubblicamente giustiziata. Le due sorelle stanno per attaccare i Volturi, ma vengono fermate in tempo. Intanto i Volturi, provocano i vampiri e i lupi mannari, Aro muove il discorso sul fatto che non conoscono la bambina, quindi non possono sapere se è sicura o meno. Alice e Jasper si avvicinano ai Volturi, mostrando una visione che dice che Renesme non sarà un pericolo per i Vampiri. Strano che non si siano avventati tutti su Stephenie Meyer. Alice capisce che nonostante le prove mostrate i Volturi non cambieranno decisione. E dopo tanto tempo… comincia la battaglia. E il primo a cadere è Carlisle, che innesca l’azione che tanto agognavo per tutta la saga. Personalmente posso dire che è soddisfacente, e non per le botte, ma per vedere che qualcosa si muove. E soprattutto vedere i Cullen che muoiono uno ad uno. Intanto Jacob e Renesme continuano a scappare, inseguiti da un vampiro che fa la fine del bidet scheggiato dopo un minuto. Tutti i vampiri fanno sfoggio dei loro poteri con i soldi che non erano stati spesi per effetti speciali. Benjamin apre una crepa che inghiotte, tra vampiri vari anche Lia. E intanto Ciurla è ancora lì ferma a proiettare lo scudo, sempre più inespressiva. In men che non si dica Aro e i Volturi sono in minoranza, quindi tocca ai pezzi grossi entrare in campo. Ciurla e Edward lottano insieme contro Aro. Edward sta per rimetterci le schegge delle sue ssa, ma viene salvato da Ciurla, insieme gli staccano la testa, gli danno fuoco e…

…e non era vero? Alice ha solo proiettato nella mente di Aro quello che sarebbe successo? La scelta più idiota da fare in una trama? E tutto questo perché? Perché Alice ha trovato un Immortalicum brasiliano che dimostri ad Aro e al resto dei Volturi che una vita in pace ci può stare. E dopo una breve spiegazione su quello che fa questo Immortalicum… Aro decide che non c’è pericolo e rimanda tutti a casa. Cioè… tutto qui? Si risolve così questa saga? Il grande confronto finale a cui ci si era preparati in due film è solo una rissa di tre minuti che non è nemmeno successa davvero?

Beh, siamo ai saluti e agli abbracci dopo la battaglia. Renesme e Jacob staranno insieme, così come Edward e Bella. E nel solito campo di fiori Bella proietta un clip show della saga nella mente di Edward e la nostra saga finisce con le ultime parole del libro di Stephenie Meyer “E continuammo ad occuparci beati di quella parte piccola, ma perfetta della nostra eternità”. Piccola come un momento… un oscuro, sordido momento durato ben dodici ore di sequestro di persona.

QUESTA SAGA E’ FALLIMENTARE, FRUSTRANTE, DEVIATA, NOIOSA, PROLISSA, INFANTILE, IDIOTA, INSENSATA, LENTA, INCOSTANTE, IRRITANTE E IN GENERALE STUPIDA

Non c’è un solo personaggio che è più profondo di una pozzanghera, eccezione fatta per Rosalie, la bravura di Pattinson è stata messa a dura prova per tutta la saga, trovandosi la scena rubata da una teenager asmatica, la trama è una forzatura continua, gli espedienti per tenere vivo l’interesse verso il pubblico sono mirati malissimo tra l’apparizione di Stephenie Meyer, i muffin dei lupi mannari e le altre inezie che preferiscono mostrare al posto di qualcosa di più importante solo perché non hanno a disposizione i mezzi per mostrarli. Davvero, questo è il peggior lavoro di sceneggiatura che abbia mai visto e non mi interessa il fatto che il libro sia diverso, è l’adattamento che giudico. E lo giudico malissimo. Ora capisco perché Pattinson, a fine riprese, ha dichiarato di essere stato contento di non lavorare mai più per la saga di Twilight, tutt’ora si sta riscattando facendo un mucchio di film. Mi sembra “Super-size me”, un mese per distruggersi e tre anni per riprendersi. Non so quanto ci vorrà per me, credetemi… penso che sarà a lungo il ciclo di recensioni più brutto di questo blog.

Grazie per l’attenzione rivolta, spero che vi siate divertiti in questo periodo durato più di un mese. Accelererò leggermente per farmi perdonare questo ritardo.


“The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte 1″ di Bill Condon


“Amore… fai piano…  la mia prima volta e… hai precauzioni?”
“Tranquilla… i vampiri sono morti. Non possono concepire”
“E’ vero… e poi tu sei diverso… brilli”
“…già… senti, le farmacie sono chiuse. abbiamo ancora del domopak pellicola?”

Salve e bentornati qui per la penultima parte del…

...praticamente è finito

Questi ultimi due episodi saranno una valida conclusione a questa saga cinematografica, perché contengono l’elemento che mi piace di più: la fine.

Nel 2010 l’autrice Stephenie Meyer ebbe dei risentimenti sui tagli di scena di alcune parti del suo libro a favore di altri (ricordiamo la scena in cui dei muffin al cioccolato sono stati più interessanti di due lupi mannari che lottano) e assicurò che, stavolta, avrebbe vigilato sulla regia del film perché la cosa non succedesse di nuovo, probabilmente stanca delle battute sulla sua opera. Inoltre, poiché l’ultimo libro della saga era lungo e complesso, seguendo l’esempio dei due film di “Harry Potter e i Doni della Morte”, la Summit ha deciso, a sua volta, di dividere questo capitolo della saga in due parti, modificando anche il contratto degli attori protagonisti, visto che erano stati scritturati solo per quattro film e non cinque. Robert Pattinson stesso ha rischiato anche una crisi di identità: alla fine della saga, ha dichiarato di non essere mai stato più contento di averla finita e. soprattutto, sperare di non lavorare mai più sul set con Kristen Stewart. Forse, anche l’ultimo degli spazzini degli studios la pensa come lui. Siccome ormai questa saga ha cambiato più registi che mutande, ora il turno di dirigere è di Bill Condon (“Demoni e dei”, “Dreamgirls” e l’ultimo uscito “Il quinto potere”) che si è dichiarato entusiasta di girare “il climax di questa saga”.

Nelle puntate precedenti

Stephenie Swan arriva a Forks dove conosce lo schivo Edward Cullen. Con tanta voglia di fare, $10.99 in tasca e anche grazie a gente che non sa quando chiudere la bocca, Bella capisce che Edward è un vampiro fan degli Abba. Dopo la morte di un vampiro assassino, James, e la fuga dal film di Laurent, un suo amico, Victoria, la fidanzata di James, progetta una vendetta che si risolverà nei due film seguenti. Edward tenta di andare via dalla vita di Stephenie Swan, che cade in depressione. Accanto a lei, c’è il suo amico di infanzia Jacob, che nemmeno è un artista a mantenere i segreti e le fa capire che è un lupo mannaro del clan Quileute. Ed è anche innamorato di Crazy Jane. Lei comincia a perdere la testa con allucinazioni e depressione, arrivando prima a tentare il suicidio, per poi andare a prendere Edward fino a Volterra, dove sta per farsi uccidere dai Volturi, i vampiri nobili. Riescono a temporeggiare sulla trasformazione di Crazy Jane e a tornare in patria, dove Edward le chiede la mano. Victoria crea un esercito di Vampiri, tra cui spicca la figura inutile di Bree Tanner, da muovere contro i Cullen e contro Dumbella Swan, che per poco non rischia di far scoppiare una guerra tra il clan di Jacob e la famiglia Cullen, troppo stupida anche per sentire i consigli di Rosalie, l’unica persona dotata sia di buonsenso che di una storia buona. Victoria, i Cullen e i Quileute combattono, i buoni vincono e Dumbella è al sicuro, pregustando il matrimonio con Edward.
Ah… Bree Tanner, che ha avuto un libro a parte, muore uccisa dai Volturi, arrivati a tempo di record negli States, dopo essere apparsa in scena per 30 secondi prima della morte.

Bene, prendete i glitter, copritevi di porcellana e buttate nel cestino della carta tutti i libri sui vampiri, stiamo per buttarci in…

THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN – PARTE 1

L'inizio della fine... seriamente

Il nostro film comincia in una notte buia e piovosa, più o meno come tutti i film precedenti. Mi viene da credere che Forks rischi più per le alluvioni che per questi soprannaturali. Jacob esce dalla sua capanna. furioso come un animale, dopo aver ricevuto l’invito al matrimonio di Dumbella ed Edward, invito che arriva tra le mani di tutti i personaggi terziari della trama. Alice e Dumbella, intanto, fanno un po’ di vita preparativa per organizzare il matrimonio mentre Edward è preoccupato, come chiunque si trovi nella condizione di sposare Kristen Stewart. Tra una cosa e l’altra, Edward corre a casa di Dumbella e le confessa, tra un flashback e l’altro, che prima si era ribellato a Carlisle, nutrendosi di umani ed assassini… insomma, quello che farebbe un vampiro rispettabile e ha paura di quello che Dumbella sentirà di diventare. In effetti, è un punto su cui ci si pone delle opinioni, visto che, in qualsiasi storia di vampiri, la trasformazione significa molto per una persona, ma Dumbella è troppo stupida per capirlo. Edward e i ragazzi fanno un addio al celibato cacciando degli animali selvatici a caso e Dumbella, con un sorriso espressivo come la mia scarpa destra, va a dormire tranquilla e sicura, pregustando il matrimonio.

Siccome di sequenze oniriche non ne abbiamo avute abbastanza nei quattro film precedenti, tra sogni bagnati e pensieri brutti, ecco l’ennesimo sogno in cui Dumbella è al suo matrimonio, dove tutti gli invitati sono maleducati perché sono tutti vestiti di bianco. Ma la povera scelta di vestiario degli invitati non è il centro di questo incubo: a celebrarlo ci sono i volturi, i petali su cui cammina Bella diventano una pozza di sangue e, alla fine del sogno, Bella ed Edward sono in cima alla pila di cadaveri degli invitati, sporchi entrambi di sangue. Che forse abbia capito cosa sia in realtà un vampiro? Dopo quattro film?

Tra i cadaveri, probabilmente, c'è anche qualcuno del pubblico che ha visto questo film

Tra i cadaveri, probabilmente, c’è anche qualcuno del pubblico che ha visto questo film

Ovviamente tutto viene oscurato dalla preparazione del matrimonio. E dal matrimonio stesso. Insomma, ci manca solo il logo “Real time” in queste scene. “Quattro matrimoni soprannaturalmente belli”, sembra il titolo di un nuovo reality. Il giorno del matrimonio Bella è tesa, ma lo capiamo, ovviamente, solo dalla colonna sonora e dagli attori che le stanno attorno, visto che Kristen è ancora affetta da underacting asmatico mentre va all’altare. Solo la vista di Edward le mette coraggio. E io la incito ad andare, così questa scena passerà presto. Beh, è una cerimonia di nozze, lo so, deve essere pallosa. E nel momento in cui i due finiscono di scambiarsi le promesse, hanno un bacio talmente lungo che la scena da ad intendere che per loro non c’è nessun altro, anche se mi farebbe piacere immaginare che tutti se ne siano davvero andati durante il matrimonio, visto che il bacio resta sullo schermo per un bel po’.

Tutti danno il benvenuto in famiglia a Bella: parenti dall’Alaska, dal Centro America, dal Canada… se pure c’è qualche vampiro celebre di altre storie ha fatto bene a non farsi vedere lì. Tra loro, però, c’è una vampira che amava Laurent e che, giustamente, si sente molto a disagio vedendo Jacob e il padre. Ancora mi chiedo quale tipo di saggezza abbiano per invitare Jacob e famiglia a un matrimonio di Vampiri. Inoltre, come è usanza, per mantenere il segreto della loro esistenza, tutti i vampiri fanno battute sui vampiri. Siccome non c’è altro, oltre quello che ho già visto nei film precedenti, vado oltre. Ah, per la cronaca… l’amata di Laurent segue le orme del compagno scappando dal film finché può ancora farlo. Dico io, ma è un loro vizio? Perché diamine l’hanno inserita?

Jacob incontra Dumbella al ricevimento serale, invitato da Edward. I due parlano molto, perché è bello parlare con l’ex persona che ti amava nel giorno del tuo matrimonio. I rumori nel bosco insospettiscono Jacob, ma lui si gira per ricordare Bella così: viva, asmatica e inespressiva. Jacob va oltre la futura natura di Dumbella, tanto che l’ama, ma il desiderio di lei di passare la prima notte di nozze da umana lo fa imbestialire, tanto da muoverlo contro Edward per quello che sembra una rissa da matrimonio in piena regola. Il resto del branco Quileute ferma Jacob, per evitare una guerra (che spero di vedere da tanto), così i due tornano al matrimonio. E, finalmente, luna di miele.

Sto passando parecchio oltre, perché non è ancora successo nulla e mi aspetta un’altra ora e mezza di film. E il matrimonio, sinceramente, viene mostrato con molta leggerezza per colpa degli attori: dovrebbe essere un punto importante della storia, invece assomiglia a qualcosa made in MTV. Edward e Dumbella partono in auto per la loro nuova non vita, accompagnati dai più brutti ululati che abbia mai sentito da un branco di lupi mannari. La loro prima notte sarà a isola Esme, un’isola al largo di Rio de Janeiro, regalo del padre di Edward. C’è da dire che… beh… Dumbella ha fatto jackpot, visto questo regalo. E dopo aver fatto sognare le ragazze, con l’arredamento ricco misto a made in Ikea di quella casa, ecco il momento che tutte le fan aspettavano, portato a lungo oltre l’inverosimile. Certo, sarebbe stato sensato vedere queste scene senza passare per una guerra tra vampiri del secondo film, visto che tanto era stato promesso. Ed ecco il secondo nervosismo delle ragazze: la prima notte deve essere perfetta.

E dopo una preparazione e una disfatta di valigie che durano il tempo di una canzone per teenager (cavolo, ma fanno proprio di tutto per portare più a lungo possibile, come per paura di non raggiungere le due ore di film), in mezzo all’acqua, i due finalmente si vedono nudi. Edward le confessa che ha paura delle sue doti a letto, ma lei si fida. Ed ecco, a voi, la prima scena di sesso di tutta la saga. E mentre loro lo fanno, Edward sfonda il letto afferrandolo forte, distruggendolo con le dita, ma Dumbella lo rassicura. Dal viso non traspira, però, la segreta preoccupazione che le fa pensare “Speriamo che non me le stringa”. Dumbella si sveglia soddisfatta: si vede che il rigor mortis è servito. Intanto, c’è un’altra canzone romantica e un altro video musicale che mi costringe ad andare oltre. Edward è pieno di vergogna, perché non è andata come tra due umani normali, ma alla fine si sono divertiti entrambi. Ed ecco la vita matrimoniale di Dumbella ed Edward in un altro montaggio musicale. Sto già odiando questo film. E dopo l’ennesima partita a scacchi, Dumbella vince, ma qualcosa sta succedendo in Dumbella. E ci rifanno rima di una dissolvenza in nero.

A casa, intanto, Jacob spiega cosa succederà a Bella quando diventerà una vampira, ossia che Jacob vorrà uccidere Edward al loro ritorno; sia Sam, il capobranco, che Lia lo dissuadono, spiegandogli l’imprinting, una sorta di amore genetico tipico dei lupi mannari. La pistola di Chekov è stata caricata… male, ma è stata caricata: tenete a mente l’imprinting.

Dumbella ed Edward, intanto, assumono domestici che hanno sospetti sulla natura di Edward, sospetti sottili che si manifestano con la donna che da cliché dovrebbe dire “El diablo!”

Perché chi percepisce il diavolo deve essere necessariamente ispanico?

Perché chi percepisce il diavolo deve essere necessariamente ispanico?

E tra Dumbella che si prepara… pollo fritto a colazione… ok… si capisce che lei è incinta. Chiaro come il sole. Solo il maritino non se n’è accorto. Mentre mi chiedo come funzioni lo sperma di un vampiro, Alice telefona a Dumbella, riferendo a babbo Cullen che è incinta. Dopo un silenzio molto eloquente, la luna di miele finisce, devono tornare a casa per delle analisi. La domestica arriva infuriata, ma Edward la implora di aiutarli, visto che lei ne sa più di lui su come funzionino certe cose con i vamp… quindi, sono pure ignoranti i vampiri? Posso ammettere il glitter e la mancanza di tenere i segreti, ma questo è assurdo!

Fatto sta che quello che sta per nascere è un’aberrazione, che nemmeno Edward chiama bambino. La cosa spaventa Dumbella, tanto da chiamare Rosalie, mentre Edward fa i preparativi per il ritorno. È chiaro che Dumbella vuole tenere il bambino, così mette in giro la voce che è malata e che non torna. Jacob, ovviamente, mangia la foglia, dimostrando che uno che non è cretino esiste, ed esce di casa incazzato nero; va a  chiedere spiegazioni ai Cullen, trovando, però, Dumbella, tornata a casa e trasformata. Smagrita e più pallida del solito. Probabilmente, è semplicemente Kristen senza trucco. In ogni caso, nulla sembra penetrare il sacco amniotico, nessuno sa che ci sia lì dentro. Visto come è stata trattata l’ambientazione e la natura dei soprannaturali in questi libri, tirando le somme, potrei dire che nascerà un ibrido tra Cthulhu, Alien, Calderoli e le superchicche. In ogni caso, ora è diventata una discussione su tenere o no il bambino, che praticamente la sta divorando da dentro. Speravo di non beccare una sequenza simile, ma a quanto pare Melissa Rosenberg ci è riuscita. Grazie, hai rovinato Dexter e ora questo. In ogni caso, Edward dice a Jacob che lei verrà trasformata nell’ultimo istante della sua vita e lo supplica di far cambiare idea a Dumbella, di farle fare un aborto, motivandola con una maniera di comunicare che solo Jacob ha con lei, pienamente incomprensibile per Edward. Se lui non ce la fa, in caso di morte di Dumbella, Jacob ha il permesso di uccidere Edward.

Jacob ha un dialogo cuore a cuore con Dumbella che però, giustamente, non porta a nulla… un po’ per incompetenza di Jacob come negoziatore, che al massimo dice “tu non devi farlo” (all’anima della “maniera di comunicare” che nemmeno Edward capisce), e al “no” di Dumbella. Jacob se ne va. Ok, è forzatura di trama, null’altro. Jacob chiama a raccolta il branco di mannari. L’alfa del branco prende una decisione: Dumbella deve morire e Jacob deve battersi con loro. Ma Jacob fa valere il suo DNA e, da buon mannaro, si stacca dal branco. Finalmente sta per succedere qualcosa, a quanto pare.

Seth, Jacob e Lia vanno a parlare con i Cullen; Carlisle, però,  non sembra intenzionato a combattere per non rompere il patto, senza considerare che ora ha un branco furioso contro. Siamo ben oltre il “Dobbiamo fare qualcosa! Dovremmo fare qualcosa?”, qui siamo a “Stiamo per morire e dobbiamo muoverci. Aspettiamo”.

Jacob e Lia cercano di capire chi sta dalla parte di chi tra loro due: Lia confessa di volere l’imprinting per rompere il legame con il capobranco. A quel punto, Jacob si fida. Ed ecco che succede quello che succede sempre in questa saga: nulla. Intanto, Edward cerca sulla fonte del sapere, Yahoo, senza spendere 10 dollarei e 99, quello che si sa del figlio che deve nascere, chiamato immortalicum e di cui i dettagli non sono molti.

Intanto il feto cresce, spezzando le ossa di Dumbella. A questo punto, Carlisle vuota il sacco: il feto si sta comportando come un parassitoide e il cuore potrebbe cedere prima del parto. Bella è intenzionata, ma la prospettiva di morire prima del parto è più vicina. Edward, finalmente, tira fuori le palle e dice che non vuole accettare la condizione, vedendo che lei ha deciso di lasciarlo, visto che morirà. Ci ha messo quattro film, ma finalmente qualcosa ha fatto per cercare di mettere in quella zucca vuota qualcosa. Ma, ovviamente, lei dice di no e più la cosa va avanti, più il corpo di Dumbella smagrisce, tenendo fede all’ultimo nome che le ho dato. Anzi… no… direi che qui siamo oltre.

Dumbella era solo una stupida che non si rendeva conto di cosa aveva contro in Eclipse, ma qui siamo ben oltre. Non solo, per colpa sua, la situazione tra i mannari e i Vampiri è generalmente in bilico e i due uomini della sua vita rischiano di uccidersi a vicenda, ma, rischiando di morire, abbandona l’unica persona per cui è finita in questa situazione, ossia Edward. Dumbella è insufficiente per definire questo grado di stupidità, perciò, come da tradizione, la sua carta d’identità deve essere aggiornata; nessuna persona può essere più intelligente di Slot dei Goonies e finire così: da ora in poi, la chiamerò solo Ciurla.

Jacob dice che, effettivamente, il feto cerca qualcosa da dissanguare, in questo caso il corpo di Ciurla. Quindi, invece di fare una trasfusione, i Cullen decidono di far bere a Dumbella il sangue, ignorando che gli acidi gastrici sono fatti apposta per distruggere i legami, mentre invece una trasfusione avrebbe favorito l’aumento di sangue fresco a disposizione. Bel lavoro, Carlisle! Davvero geniale! E ti sei anche laureato. Ah, già: qui i vampiri possono concepire bambini. 

Ciurla comincia a sentirsi meglio, dopo aver bevuto un po’ di sacche di 0 negativo, abbastanza per rassicurare il padre via telefono, dicendogli la balla di un viaggio in un centro medico in Svizzera. Subito dopo, Edward comincia a sentire il bambino e quello che prova. Sente di amarlo e che lui ama Ciurla. Lei dovrà partorire presto e il sangue sta finendo. I coniugi Cullen chiedono a Jacob una mano. Lui chiede al suo vecchio branco di riprendere Lia e Seth per temporeggiare, fino al parto di Bella. Intanto, Carlisle e signora vanno per i boschi a recuperare sangue accompagnati dal figlio, incontrando due mannari. Ovviamente Sam e compagnia si accorgono che il trucco c’è stato, nessuna trattativa e i Cullen riescono a tornare a casa. Devo dire che, ormai, è il capitolo di Ciurla quello al centro dell’attenzione. Giustamente, nel dramma, scelgono il nome del bambino, la piccola Renesme, fusione dei nomi delle madri di Edward e Bella. Vado avanti ed è il momento del parto cesareo; ovviamente, Carlisle e la moglie sono ancora fuori, nella tradizione dei parti cinematografici: devono operare i ragazzi Cullen. Il problema è uno: come fanno i vampiri a fare un parto dove c’è il sangue? Infatti, Rosalie sta per saltare addosso a Ciurla, prima di venire placcata e portata via. Edward dà un morso a… non si sa cosa, semplicemente a Bella. Renesme nasce e, più per maledire la madre che l’ha portata in questa storia che per fame, morde la madre con dei denti freschi freschi. Alla fine, Ciurla muore sul tavolo operatorio.

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Vorrei esultare… ma tanto so che risorge.

Solo in quel momento, Edward le dà il proprio veleno per trasformare la ragazza più odiata della storia del cinema nel vampiro più odiato della storia del cinema.

Jacob, di aiuto come sempre, prima di andarsene fuori a piangere, dice che Edward merita di vivere con il rimorso per aver ucciso Ciurla… senza accorgersi che i lupi sono vicini. Che bello, un nuovo branco e sono tre idioti. Edward, intanto, cerca di darle quanto più veleno possibile per farla resuscitare. Alla fine… in un tripudio di computer graphic spicciola, Ciurla muore. Jacob, intanto, si muove per assalire la bambina, ancora tra le braccia di Rosalie, ma riceve una cosa dalla bambina: l’imprinting, in un montaggio degno di una prova di Adobe After Effect. Tutto ciò per rendere questa la parte più inquietante di tutta la storia: un imprinting, un sentimento forte quanto l’amore che tipicamente lega le coppie, con una neonata che è la figlia della donna che lui amava. Non so se è toccante o disturbante, nel dubbio passo oltre.

I lupi di Sam arrivano e finalmente c’è una bella lotta, anche se breve, tra vampiri e lupi mannari. Non sono contento perché il mio testosterone anelava ad una scena d’azione, ma più che altro perché finalmente succede qualcosa, dopo uno strazio di un’ora e 50 minuti. Jacob si presenta in mezzo alle botte per difendere la casa e la bambina, ed Edward capisce che Jacob ha avuto l’imprinting: la loro legge suprema dice che non possono uccidere qualcosa che abbia un imprinting con un lupo. È la risoluzione di trama più ridicola che abbia mai visto. Non solo interrompe l’unica cosa che succede in tutto il film, ma è la forzatura peggiore, specie perché questa spiegazione non viene da un lupo mannaro, ma da un Vampiro. Perchè i lupi non si muovono? Perché così dice la trama. È il fallimento più epico della carriera di uno scrittore.

Intanto Ciurla, ancora immobile, subisce gli ultimi effetti della trasformazione, una rigenerazione e una ricomposizione che la riportano al pallore naturale dell’attrice. E il nostro film finisce, con tutta la vita che passa davanti agli occhi di Bella, con un montaggio di tutti i film precedenti con aggiunta qualche scena di infanzia della ragazza, con gli occhi colorati di rosso che si riaprono.

QUESTO FILM FA SCHIFO!

Le spiegazioni di trama sono le più stupide e forzate che abbia mai visto, l’idea di dividere in due parti Breaking Dawn si è risolta solo in due ore di noia, aspettando qualcosa che mai arriverà, qualsiasi particolare delle scene toccanti è riportato malissimo sullo schermo. Davvero, ho davanti il film più noioso dell’intera saga (e finora il più brutto è ancora New Moon) e non ho idea di cosa mi aspetterà dopo. Una cosa è certa e scusatemi lo sboccamento: non so come sia stato possibile che Edward abbia procreato, ma io non posso più, visto che questo film mi ha mandato le palle al frantoio. In due ore, l’unica cosa che si è vista è stata Kristen Stewart senza trucco, magra come se seguisse lo sciopero della fame con Pannella e con un barilotto all’altezza del ventre. Non dico altro.

Grazie per l’attenzione e spero di avervi fatto divertire. So che mi sono dilungato più del solito, per motivi personali, nel mese di Twilight, mi farò perdonare chiudendo il ciclo prima della prossima settimana.


“Female Force: Stephenie Meyer” #1


E di nuovo qui per il…

Anche se stavolta non tratterò uno dei film della saga non mi sposterò molto dal ramo principale. Vorrei parlare un po’ di una collana di fumetti, ossia “Female Force”, della Bluewater Comics. Questa collana raccoglie le biografie di donne ritenute icone della cultura popolare. Donne come Michelle Obama, la principessa Diana, Caroline Kennedy, Margaret Thatcher (…cosa?), Sarah Palin (ma stiamo scherzando?), Rosie O’Donnell (ditemelo, “stiamo scherzando”, non ci vuole molto), Martha Stewart (…ok, basta). Per Michelle Obama, Hillary Clinton e Caroline Kennedy posso capire, ma mi spiegate in quale maniera una cuoca da trasmissioni televisive finita in carcere per frode fiscale possa essere un’icona per la popolazione femminile mondiale? Perchè ne parlo? Beh, l’avete capito dal titolo. Nel 2009 hanno rilasciato una versione a fumetti della biografia di Stephenie Meyer. Apro giusto una piccola parentesi.

Da tempo immemore esistono i fumetti biografici e monografici per far conoscere ai più giovani personaggi, eventi o movimenti che hanno avuto un impatto nel corso della storia. Da quando, dagli anni 50, molti sono diventati propaganda non tanto velata, basti pensare a tutta quella banda di villain di matrice sovietica, il fumetto è diventato uno dei media base per la trasmissione di questo tipo di messaggi, dagli anni 80 in poi anche di servizio pubblico o pubblicità progresso. Poiché, nell’era di internet, il bombardamento mediatico dovrebbe richiedere un dipartimento a parte del ministero della difesa tanto che è massiccio, i fumetti biografici e politici hanno raggiunto delle cifre gargantuesche per pubblicazioni ed argomenti. Basti pensare che la Blue Water Comics ha anche fatto una biografia su Bo, il cane di Obama.

Ad ogni modo non so nulla degli autori, non so nulla dei disegnatori e della Blue Water comics non c’è molto altro da dire, se non che non va oltre questi generi. Perciò armatevi di taccuini, poster delle Twilight Moms e di gadget della serie, stiamo per buttarci in…

FEMALE FORCE – STEPHENIE MEYER #1

Siccome è un fumetto avrò molto di cui parlare, ma cominciamo dalla copertina e… wow, non si impegnano nemmeno a rendere la cosa interessante, c’è semplicemente la foto del risultato di google immagini della ricerca “Stephenie Meyer”  ridisegnata a matita, solo con un vestito diverso. Oh, ed è in un bosco oscuro per qualche motivo. Le prossime scansioni sono in lingua inglese perchè (fortunatamente) non ho notizie di edizioni italiane di questo fumetto.

La storia si apre in Transilvania, in qualche castello disperso. vicino a un cimitero con delle tombe dai nomi indecifrabili, da qualche parte deve esserci anche la motivazione dei disegnatori sepolta lì. Una figura dai capelli imbrillantinati esce da una bara, si gratta la testa liberandosi da… forfora marrone… schiocca la lingua sui denti aguzzi, accende una candela e apre il libro “Stephenie Meyer”, la cui prima pagina è… non ci credo…

Questa cos’è? la bozza #4? tanto valeva lasciarci la copertina del fumetto. Si vede che sono fan della ricorsione come la Hardwicke nel primo film.

“L’anno è il 1973 e Stephenie è nata a Hartford, Connecticut, da Stephen e Candy Morgan. Il suo tempo nel Connecticut fu BREVE. Vedete, la sua famiglia si è trasferita a Phoenix, Arizona, quando lei aveva quattro anni. La scrittura curiosa del suo nome viene aggiungendo una ‘I’ e una ‘E’ davanti al nome del padre, STEPHEN”

Oh signore! Una ragazza del Connecticut il cui nome contiene quello del padre! Sarà sicuramente una persona speciale per la razza umana. Decidete voi come interpretare la cosa. Seriamente, perchè questo particolare dovrebbe interessare?

Il grassetto nella citazione, poi, è praticamente quello delle parole enfatizzate nel fumetto stesso e, come avete visto, sono enfatizzate a caso. Provate a leggerlo ad alta voce e capirete. Beh, taglio alla vita del liceo, dove Stephenie non ha avuto una macchina prima dei vent’anni mentre le sue amiche già l’avevano e si sentiva fuori posto perchè era “diversa”. E questo dovrebbe essere particolare perchè…? No, davvero, il mondo è pieno di gente così, l’unica differenza è che solo Stephenie Meyer ha svenduto vampiri glitterati.

“Per il suo essere diversa la sua RICOMPENSA era vicina…”

Perché mi aspetto il KKK con le croci e una corda per impiccare? Dite che la penso troppo male? Con una borsa di Studio Stephenie si pagò il college e andò alla Brigham Young University nello Utah e questo ci viene mostrato da queste immagini

Oh mio dio, l’ha scritto nel destino che… ci sarà… lo Utah? Seriamente, mi sto ancora grattando la testa cercando di capire. All’università si è specializzata in Letteratura e… aspettate, un momento, il nostro vampiro imbrillantinato deve un attimo mangiare un ragno, perché a quanto pare non c’è altro modo per tenere vivo l’interesse.

Sì lo so che assomiglia al Dracula interpretato da Bela Lugosi, ma sinceramente preferisco evitare qualsiasi riferimento a queste due figure, insomma non mischiamo la lana con la seta. Torniamo a Stephenie che incontra il suo amore, Christian noto anche come “Pancho”, durante il college, ma che lo conosceva da quando aveva quattro anni, anche se all’epoca non si prestavano molta attenzione a vicenda. E questo dovrebbe essere particolare perchè… bevevano succo di frutta? Davvero, alzi la mano chi è stato con un fidanzato/a che si conosceva dall’infanzia. Cavolo, nemmeno si mettono d’impegno, che so, a mostrare un dialogo tra i due, insomma a rendere la cosa più interessante, solo immagini e la narrazione, è come guardare un noiosissimo documentario.

“Il ragazzo che aveva incontrato tanto tempo fa ora è sposato con lei da più di dieci anni… e hanno avuto tre figli insieme, Gabe, Seth e Eli”

Quindi è madre di un denutrito, un bambino apparentemente normale e un nano, almeno secondo i disegni. Non ce la fanno proprio a essere meno blandi.

“Lei ha la sua famiglia, lei ha la sua fede, lei a il suo tempo libero. Lei ha i suoi sogni”

Ed ecco il primo vero sogno bagnato con un vampiro mai avuto da Stephenie Meyer, solo che lei faceva la voyeur a quanto pare, non lo so. Ma sinceramente vedo solo un vampiro brillante che fa una visita chiropratica ai muscoli facciali di una ragazza che cambia acconciatura ad ogni riquadro, il tutto con un’altra ragazza (che dovrebbe essere Stephenie… sinceramente il disegno è troppo orribile per capirlo) che assiste. Lui fa per baciarla, poi la respinge, la Meyer è contrariata ancora di più e si sveglia con i denti da vampiro riflessi negli occhi (oppure ha dei parassiti che nuotano nella cornea, decidete voi…).

“E fu un sogno molto PARTICOLARE in una notte PARTICOLARE del GIUGNO 2003 che ha cambiato la sua vita come la conosceva. Cambiata PER SEMPRE

E in particolare la sua particolare particolarità ha particolarizzato non solo la sua particolare vita. In breve… non solo la sua è cambiata, credetemi… per me questo mese è formativo, mi ha preparato a cose ben peggiori.

Stephenie cominciò a scrivere il suo racconto,poi è diventato un libro chiamato “Forks”, dal nome della città in cui è ambientato (come è noto se avete seguito le puntate precedenti), scelta solo perché era umida, piovosa e c’era poco sole per tutto l’anno.

TERRITORIO DI VAMPIRI per cortesia di Stephenie Meyer”

Lettera di tutti i vampiri a Stephenie Meyer: per cortesia, la prossima volta un posto migliore o una torta di compleanno se proprio vuoi farci un favore, almeno la prossima volta piazzaci in inghilterra, così almeno andiamo per pub visto che anche stare in Ndokazzostan sarebbe stato meglio.

Dunque apparentemente la cittadina di Forks non ha legami affettivi con Stephenie Meyer, è solo una oscura città umida piena di boschi, la Piovarolo dello stato di Washington. Scopriamo un altro particolare, non fu Stephenie a mandare le lettere per gli agenti letterari, ma fu la sua sorella a insistere. Rinnovo i ringraziamenti per la sorella (tra l’altro pare che nessuno voglia nominarla, nè Wikipedia nè il fumetto, si vede che anche lei si è vergognata di quello che ha fatto). Un agente letterario ha risposto positivamente, ha chiesto di cambiare il titolo in Twilight e… beh… il resto lo conosciamo. Twilight è diventato il fenomeno che conosciamo tutti, come dimostrato con le esposizioni di gadget e affini nelle pagine che seguono…

a parte per le cantanti con la chitarra, quello sinceramente non so come spiegarmelo. Vengono poi elencati i rilasci della saga di Twilight e il libro Midnight Sun che era di prossima uscita.

“Quando l’America affondò I SUOI DENTI nel film TWILIGHT noi sapevamo di aver VINTO

Ricapitoliamo… questo vampiro chiama vittoria il fatto che è uscita una saga che ha segnato l’inizio delle battute sui vampiri. Carissimo succhiasangue, lei è un idiota.

Il vampiro continua dicendo che questi romanzi sono ispirati da alcuni classici, per la precisione Twilight da “Orgoglio e pregiudizio”, New Moon da “Romeo e Giulietta”, Eclipse da “Cime tempestose” e Breaking Dawn dal “Mercante di Venezia” e da “Sogno di una notte di mezza estate”. Eh sì, ora decisamente preferirei leggere una di queste opere. Oltretutto l’unico accostamento azzeccato è quello di New Moon, non ci vedo attinenze con il resto. Il nostro vampiro ora si rivolge a compagni vampiri, chiendedo

“Questi…heh…MITI POPOLARI su di noi attravarso i tempi ci hanno solo AIUTATO. Non siete d’accordo?”

Nemmeno i vampiri di questo fumetto sono d’accordo su Stephenie Meyer, da sinistra a destra rispettivamente un vampiro invoca pietà, due sono perplessi e uno sembra dire “Prova a tirarci di nuovo in ballo e ti ammazzo”. Anche la stampa di vlad tepes a destra del brillantinato ha un’espressione come per dire “Oh mio dio! Sono in un fumetto su Twilight! QUALCUNO MI TIRI FUORI DA QUI!”.

“Anni di fame, e ora… ci AMANO

Ok, questo è il punto dove davvero me la prendo. Twilight è uscito solo nel 2003, sono uscite tante opere dai tempi di “Carmilla” in qualsiasi tipo di media visivo (tra cui i libri di Anne Rice, convenientemente dimenticata, che hanno avuto non poco impatto per il mito dei vampiri), ma questo fumetto fa credere che solo Stephenie Meyer ha centrato l’obiettivo. Calcolando che questa saga non ha fatto altro che tirarsi dietro battute da quando è uscita l’obiettivo l’ha mancato di chilometri. E il nostro fumetto biografico finisce con il vampiro gelatinato che incita Stephenie a scrivere ancora e chiude con “Chi ha fame?”
Hmmm, avrei un altro tipo di bisogno ora e questo fumetto potrebbe tornarmi utile…

La storia è finita, ma il fumetto no. Tocca alla storia di Forks ora, vale a dire un susseguirsi di citazioni da Wikipedia accompagnata da immagini da libro di storia (non sto scherzando, da una parte ho il fumetto e sullo schermo ho le pagine di wikipedia, non si sono nemmeno sforzati a cambiare le parole). Vi faccio un esempio:

The boys would go on quests to find their supernatural power once they reached puberty

[trad. “I ragazzi sarebbero andati per delle missioni per trovare il loro potere soprannaturale una volta raggiunta la pubertà”]

Copiato e incollato dalla pagina in inglese di wikipedia sui Quileute.

“Forks was officially incorporated on August 28, 1945 following an election of the constituents who would become its first town members”

[trad. “Forks fu ufficialmente incorporata il 28 agosto 1945 a seguito di un’elezione dei costituenti che sarebbero diventati i suoi primi cittadini”]

Copiato e incollato dalla pagina di wikipedia su Forks. E’ bello sapere che gente è stata pagata semplicemente copiando il lavoro di altri. Beh, almeno fa piacere che una cosa positiva da Twilight ci è uscita, vale a dire il rilancio dell’economia di una città persa.

E il nostro fumetto finisce con delle foto della città di Forks e delle cose che la legano alla saga di Twilight, come cartelli, fioriere incise, un avviso che dice che i Cullen sono in Montana e un biglietto di Stephenie Meyer che dice

“Alla gente della mia città preferita.
Sono così onorata che abbiate scelto il compleanno di Bella, il 13 settembre, come il giorno di Stephenie Meyer. Grazie per essere degli ospiti così gentili per i miei vampiri!
Siete meravigliosi!

Stephenie Meyer”

Oh, che carina, sono contento che si sia integrata finalmente con una città che non ha condiviso nulla con lei tranne una tabella del tempo atmosferico…

QUESTO FUMETTO FA SCHIFO!

I disegni vanno tra lo scolastico e lo scolastico orribile, l’attenzione del lettore è mantenuta con lo sputo data la totale mancanza di coinvolgimento, la glorificazione di Stephenie Meyer come unica scrittrice di racconti di vampiri che ha centrato lo scopo è offensiva nei confronti di tanti autori e autrici e la parte storica su Forks è una delle cose più noiose che abbia mai letto. Non è un fumetto questo, è solo un gadget per i fan. Potrei pure capire se questo fumetto fosse stato pubblicato per esempio nella metà degli anni 90, quando internet non era ancora alla portata di tutti, ma pagare 6 dollari e 99 (quindi 4 dollari di sconto rispetto a qualsiasi segreto soprannaturale) per informazioni disponibili su un qualsiasi sito internet sono una vera e propria rapina a mano armata.

Se qualcuno è arrivato fino alla fine dell’articolo lo ringrazio. Sarò impegnato nei prossimi giorni, quindi forse potrei non rispettare la cadenza settimanale. Perciò farò del mio meglio con i due film di Breaking Dawn. Come sempre se ho strappato un sorriso sono contento.


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